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Canoa

Sport - Canoa "Vecchietti" alla riscossa per rispettare una tradizione che vede l'Italia nazione leader ai Giochi olimpici. Nonostante sulla scena internazionale siano apparsi rivali agguerriti a caccia di medaglie, la canoa azzurra si presenta a Atene ancora una volta competitiva. La media della squadra è decisamente elevata, ma in maniera direttamente proporzionale anche al numero di partecipazioni ai Giochi. Numeri record quelli delle pagaie azzurre che nella canoa olimpica avranno ancora una volta i punti di riferimento nel collaudato duo Beniamino Bonomi-Antonio Rossi, entrambi classe '68, il primo alla quinta olimpiade, il secondo alla quarta, e in Josefa Idem, che nel bacino di Schinias festeggerà la sua sesta olimpiade e a settembre i suoi primi quarant'anni. Ma della spedizione farà parte anche un giovane all'esordio a cinque cerchi: Andrea Facchin, 26enne di Padova, l'atleta attorno al quale la canoa dovrà ricostruire la squadra quando i big avranno deciso di lasciare. Un volto nuovo che rappresenta il futuro che avanza.
Intanto però, anche ad Atene, sarà sempre il trio delle meraviglie quello su cui la federazione, che da Barcellona non è mai tornata a casa a mani vuote, continua a puntare. Il K2 1000, oro a Sydney, resta una barca da battere, anche se gli altri nel quadriennio non sono rimasti a guardare: la finale dovrebbe essere alla portata per la coppia di finanzieri, tra i più medagliati della storia della canoa (Rossi colleziona un bronzo nel '92, doppietta d'oro nel 96 e l'oro nel 2000), ma per il podio conterà molto la fortuna. E molto dipenderà anche dalle condizioni meteo: il bacino di gara scelto dagli ateniesi è molto ventoso, ritrovo per amanti della vela e del kyte. Niente di peggio per gare in cui l'acqua deve essere piatta.
I due azzurri avranno in tedeschi, norvegesi e svedesi i rivali da cui guardarsi. E non sarà facile nemmeno per la Idem, che a Sydney riuscì a salire sul gradino più alto del podio nel K1 500: ad Atene ci riprova, anche se la corsa al titolo è a quattro, tutte con uguali ambizioni e possibilità. Dopo che la Kovacs ha perso le selezioni, l'Ungheria si presenta con un altro asso nella manica, e per di più sconosciuta a livello tecnico, la Janic, dell'ex Jugoslavia naturalizzata ungherese. Se fosse più forte della sua connazionale non c'è storia per nessuna. Con la Idem, comunque, in corsa per l'oro anche la solita canadese Brunet e la polacca Pastuska. In calo la tedesca Wagner che nei 500 rende molto meno. Insomma una competizione molto aperta. L'esordiente Facchin gareggerà nel K1 500 e nel K1 1000.
Ma la canoa è anche slalom: quattro gli azzurri qualificati, Pierpaolo Ferrazzi, bronzo a Sydney, Andea Benetti, e Erik Masoero e Maria Cristian Giai Pron, altra veterana. Su di lei la federazione conta molto e si aspetta anche una sorpresa: potrebbe non servire un miracolo per andare a medaglia. Insomma se è dal trio delle meraviglie, Idem-Bonomi-Rossi, che anche il ct Oreste Perri ripone molte speranze, lo slalom non è sottovalutato: gli azzurri si sono allenati in Australia per arrivare pronti all'appuntamento ai Giochi. La federazione non si sbilancia: una medaglia è l'obiettivo minimo. Ma per un gruppo che da dodici anni continua a stupire, la sorpresa è dietro l'angolo.

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