Giovedì 13 Dicembre 2018 | 14:07

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La macchina della sicurezza: 70 mila uomini impegnati

Atene 2004ATENE - Costa 1,23 miliardi di euro, impiega 70.000 uomini tra polizia, forze armate ed altri corpi, e conta su una cooperazione internazionale che va dagli Usa ad Israele, dalla Nato ai governi dei Balcani: è la macchina della sicurezza di Atene 2004, definita dalla stampa «'la più grande e costosa operazione di polizia della storia»'. Quelle di Atene sono le prime olimpiadi estive dopo l'11 settembre, che ha reso il terrorismo la maggiore minaccia mondiale, e per questo il governo greco ha impiegato risorse e strategie senza precedenti per salvaguardarne la sicurezza.
A vigilare contro possibili attacchi terroristici contro i Giochi ci saranno dunque polizia, forze armate, vigili del fuoco, servizi segreti, addetti dei servizi sanitari. La Grecia ufficialmente non vuole alcun agente straniero armato al seguito delle delegazioni, ha di recente ammesso che qualche agente straniero armato forse ci sarà (tra coloro che chiedono di portare proprie scorte Usa, Israele e Gran Bretagna), ma che qualsiasi arma dovrà restare fuori dai siti olimpici. Nella lotta al terrorismo è essenziale la cooperazione internazionale, in particolare nel settore dell'intelligence: ecco quindi lo stretto rapporto con sette paesi, Usa, Israele, Gran Bretagna, Australia, Spagna, Germania e Francia e l'appoggio della Nato per pattugliare acque internazionali e cieli - grazie agli aerei radar Awacs - contro il rischio terrorismo.
L'Alleanza fornirà anche assistenza contro attacchi non convenzionali, uno sforzo cui prendono parte anche la Repubblica Ceca e la Russia. I cieli della capitale greca saranno totalmente off-limits durante i Giochi. Nessun aereo - neanche quelli modello, radiocomandati - potrà sorvolare la città, pena - in casi estremi - abbattimento. Lo spazio aereo sarà anche protetto da batterie di missili patriot Pac3 dislocate alla periferia di Atene e in particolare in un sito militare presso il villaggio olimpico dove risiedono gli atleti.
Per garantire la sicurezza dei giochi, si sono svolte molte esercitazioni, dai nomi come «Odissea blu», «Guardia olimpica» e «Scudo d'Ercole». Le manovre «Scudo d'Ercole», ad esempio, durate ben 15 giorni nella scorsa primavera, hanno visto anche la partecipazione di circa 400 militari statunitensi: e proprio gli Stati Uniti terranno 400 uomini delle forze speciali in stand-by per intervenire in caso di crisi terroristica. Pronta anche un' unità dell'Fbi specializzata nella liberazione di ostaggi.
In Attica - la regione di Atene - e attorno alle altre città greche che ospiteranno il torneo olimpico di calcio, le varie manovre hanno simulato ogni sorta di attacco contro i Giochi, inclusi quelli con armi non convenzionali, vero incubo degli organizzatori e del governo ellenico. Particolarmente delicato il momento degli spostamenti tra villaggio olimpico e siti delle gare: per questo le autorità hanno testato il movimento dei pullman e delle scorte, controllando il funzionamento delle centinaia di telecamere di sicurezza poste presso i siti e un po' ovunque ad Atene - tra le proteste di molti, preoccupati per la privacy -, nonché quello dei rilevatori di sostanze sospette (esplosivi e agenti chimici).
Il cuore della macchina della sicurezza di Atene 2004 è il sistema informatico C4I, che coordina i sistemi di raccolta dati e l'azione delle varie agenzie governative impegnate nella vigilanza, che è stato fornito da un consorzio guidato dalla ditta Saic di San Diego (Usa). Il sistema - che ha avuto diverse traversie, dopo che il governo ellenico si era detto insoddisfatto della sue caratteristiche - è stato finalmente testato lunedì 26 luglio, con successo. Tra gli «occhi» del C4I c'è anche il dirigibile - sempre fornito dalla Saic - che da qualche giorno sorvola Atene: a bordo ci sono telecamere e uomini dei corpi speciali pronti ad atterrare ovunque in pochi istanti, in caso di emergenze.
La sorveglianza non tralascia nessuna zona a rischio: ai valichi di confine con i paesi balcanici del nord - che hanno potenziato la vigilanza ai confini - ci saranno rilevatori di esplosivi, mentre cavi a fibre ottiche scandaglieranno il fondo del mare al Pireo, dove ci saranno alla fonda navi-albergo. Nessuno crede alla possibilità di avere una sicurezza totale contro i rischi del terrorismo. Ma la Grecia è fiduciosa, come ha dichiarato il premier Costas Karamanlis: «'Nessuno al mondo può garantire una sicurezza al 100%, ma sono fiducioso per tre ragioni: abbiamo speso, per la sicurezza, quattro volte più di Sydney. Nessuno può garantire la sicurezza soltanto con le proprie forze. Con alleati e partner, Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Israele, collaboriamo da tempo. Uno dei primi passi compiuti dal mio governo è stato di chiedere ufficialmente la partecipazione della Nato. Infine abbiamo preparato e addestrato più di 70 mila persone di tutti i settori della sicurezza greca. Sono assolutamente convinto che abbiamo fatto tutto quanto era umanamente possibile per organizzare un'Olimpiade di successo e sicura».

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