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Il costo dei Giochi tra gli 8 e i 10 miliardi

AteneATENE - Nessuno ha prodotto finora una cifra ufficiale, vista la complessità e il numero delle opere realizzate, ma per il viceministro all'economia Petros Doukas, il «conto» delle Olimpiadi dovrebbe aggirarsi - tra spese pubbliche e investimenti privati - attorno agli 8 miliardi di euro. Alcuni analisti parlano di 10 miliardi, ma per tutti è difficile distinguere cosa sia catalogabile come «opera olimpica» e cosa no, e di conseguenza è difficile individuare una cifra «finale».
Secondo alcune fonti, l'intera economia greca ha speso nei Giochi l'equivalente del 5% del Prodotto interno lordo annuale della Grecia, nella speranza di dare al Paese non solo Giochi olimpici di successo e sicuri, ma anche una vasta serie di infrastrutture che mancavano nella capitale e nei suoi dintorni.
La parte del leone l'ha fatta lo Stato: i contribuenti greci hanno speso oltre 6 miliardi di euro per costruire stadi, velodromi, palazzetti dello sport ed arene, ma anche autostrade, condutture, marciapiedi, giardini e per restaurare un'immane massa di edifici. Una larga fetta di questi investimenti - in particolare per strade e mezzi del trasporto pubblico - è stata attinta dai fondi strutturali dell'Ue, come ha ricordato qualche giorno fa la missione dell'Unione ad Atene.
La sola sicurezza dei Giochi, la più costosa della storia, avrà alla fine un conto di 1,23 miliardi di euro sui 6 della spesa pubblica. Secondo uno studio, le spese strutturali sulle olimpiadi hanno fatto crescere il pil greco dello 0,2% negli ultimi tre anni. Al tempo stesso, dopo anni di rigore fiscale e l'ingresso nell'Euro, la spesa pubblica è finita a causa dei finanziamenti massicci alle Olimpiadi - accresciuti da ritardi e sprechi - di nuovo fuori controllo, superando nel 2003 il 3% fissato dal Patto di stabilità Ue.
Va ricordato che la Grecia è il primo paese, dopo l'Urss nel 1980, a finanziare l'organizzazione delle Olimpiadi unicamente con denaro pubblico (solo lo stadio di Karaiskaki è stato costruito con fondi privati). Una scelta del precedente governo socialista che è stata di recente criticata da Doukas: «Personalmente avrei coinvolto i privati nei preparativi, attraverso partnership miste», ha affermato il viceministro.
I privati - dalle aziende ai singoli condomini - hanno speso oltre 1,5 miliardi per rifare hotel e ristoranti, dipingere le facciate dei palazzi, dare un nuovo look ai negozi, e persino comprare nuovi taxi.
Nei Giochi è dunque finita una cifra enorme, accompagnata dalla speranza di promuovere come mai prima l'immagine della Grecia nel mondo, ed attrarre legioni di turisti. Una prima speranza che, finora, è andata delusa, visto il numero delle presenze in sensibile calo, a causa - dicono gli operatori turistici - dell'eccessivo aumento dei prezzi, ma anche della crisi economica in Europa e, per alcuni, dei timori per il terrorismo. Secondo il viceministro della Cultura, Fanni Palli Petralià, che ha ammesso il fiasco-turismo per il 2004, l'effetto Olimpiadi si sentirà però come un'onda lunga: «Arriveranno circa 450.000 turisti in più da qui al 2001, che da soli porteranno 1,1 miliardi di dollari, ovvero lo 0,6% del Pil, all'anno». L'industria turistica greca produce circa il 15% del Pil del Paese, con circa 10.000 di visitatori all'anno.
Ma se le spese olimpiche hanno comunque rappresentato una forte spinta per l'economia, e una benedizione per realizzare le infrastrutture che non c'erano - dal tram che raggiunge la costa ateniese, all'autostrada Atene-Corinto, dal treno per l'aeroporto, al rifacimento dei marciapiedi di mezza Atene - in molti ora temono il dopo-Giochi: che ne sarà di tutte le aziende di costruzione, e dei loro operai, che hanno ricevuto fette consistenti della torta olimpica? E che fine faranno gli impianti, molti dei quali servono a sport che in Grecia non hanno alcun seguito? Uno studio dell'Università della Tessaglia stima che la manutenzione di stadi ed impianti olimpici possa costare oltre 100 milioni di euro all'anno.
Il governo conservatore di Costas Karamanlis spera di privatizzare o affittare a lungo termine a privati alcune delle strutture, dopo le Olimpiadi. Per il sottosegretario Doukas, i Giochi avranno in ogni caso forti benefici per il settore privato: «Soprattutto perché le imprese greche hanno imparato come vincere e portare a termine grandi progetti».

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