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Dall'11 settembre 2001 effettuati oltre 70 interventi

Uno scudo aereo protegge l'Italia da eventuali attacchi terroristici dall'alto. Un sistema che, come ha detto oggi il ministro della Difesa, Antonio Martino, «va rafforzato», ad esempio con i missili anti-missile, ma che per ora «è soddisfacente». Caccia intercettore F-16 Aeronautica militare
Ecco come funziona.

DALL'11 SETTEMBRE 2001 OLTRE 70 INTERVENTI CONTRO AEREI SOSPETTI
La «stanza dei bottoni», dove si ha il controllo totale dello spazio aereo nazionale e si prendono le decisioni cruciali in merito ad eventuali velivoli sospetti, si trova nella base di Poggio Renatico (Ferrara), che ospita il Comando operativo delle forze aeree dell'Aeronautica Militare. Dopo l'11 settembre c'è stato un progressivo rafforzamento delle difese aeree ed una diminuzione dei tempi di intervento. Un dato basta a indicare come sia cambiata la situazione: dal giorno dell'attacco agli Usa ad oggi, per oltre 70 volte è partito da Poggio Renatico agli intercettori italiani l'ordine di "scramble", cioè di alzarsi in volo per controllare aerei sospetti. Tutti i decolli si sono fortunatamente risolti in falsi allarmi; non c'è mai stata, quindi, la necessità di arrivare all'atterraggio forzato. Per la maggior parte dei casi, i caccia sono intervenuti per andare ad identificare velivoli sprovvisti di regolare autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo nazionale.

DA ELICOTTERI "SMI" A "PREDATOR"
L'Aeronautica Militare sta dando sempre maggiore attenzione al controllo dei cieli. Sono stati così acquistati aerei da addestramento Mb339CD, che serviranno anche per contrastare la minaccia particolarmente insidiosa costituita da piccoli mezzi o da deltaplani; si stanno poi ammodernando gli elicotteri in funzione Smi (Slow mover interceptor), impiegati allo stesso scopo. Per il futuro, sono in arrivo i Predator, gli aerei senza pilota, chiamati tecnicamente Apr (Aerei a pilotaggio remoto). Si tratta di mezzi che consentono la sorveglianza di vaste aree per lunghi periodi di tempo ed a considerevole distanza dalla base di partenza. L'Aeronautica ne ha ordinati cinque: il primo dovrebbe entrare in servizio nel 2005. Si pensa poi anche ai missili anti-missile, sistemi missilistici, cioè in grado di neutralizzare eventuali missili ostili; un po'quanto accadeva durante la guerra del Golfo con gli Scud ed i Patriot. Su questo tipo di dotazione sono in corso studi e valutazioni da parte della Difesa.

DEFINITA PROCEDURA PER ABBATTERE AEREI-KAMIKAZE
Contro la minaccia di un aereo dirottato da terroristi, sul modello di quanto accadde l'11 settembre, nei mesi scorsi è stata poi messa a punto la procedura per l'abbattimento. Il sistema funziona così: quando il Comando operativo delle forze aeree accerta la presenza di un velivolo sospetto, ordina ai caccia intercettori di alzarsi in volo per controllare. Nel caso risultasse che l'aereo è effettivamente dirottato, si tenterà primo di farlo atterrare. Andato a vuoto questo tentativo, è la stessa Aeronautica a valutare l'eventualità dell'abbattimento, in base a tutte le informazioni in suo possesso in quel momento ed alla possibilità che l'aereo si possa dirigere, ad esempio, verso un centro abitato. Il Comandante operativo delle forze aeree può ordinare al pilota di abbattere il mezzo, ma questo ordine deve essere comunicato al ministero della Difesa: in particolare, ad uno dei tre sottosegretari, ai quali il ministro affida specifica delega. Il sottosegretario può dire no e in quel caso l'ordine rientra; oppure può concordare con la decisione dei militari: in questo caso il pilota è autorizzato a procedere.

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