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Giuseppe Colombo: lo scienziato che con Mercurio "stregò" la Nasa

Vent'anni fa, il 21 febbraio 1984, scompariva prematuramente un grande scienziato italiano. Il suo nome forse non è ricordato tra quelli più del celebri ed illustri del secolo da poco trascorso, ma la sua figura è considerata come leggendaria sia negli ambienti accademici e scientifici italiani, sia in quelli americani, in particolare della Nasa.
Il professor Giuseppe Colombo infatti, che colleghi e amici chiamavano amichevolmente "Bepi", era un matematico ed esperto in "meccanica celeste", quella branca della scienza spaziale che si occupa del moto di ogni corpo celeste naturale e artificiale nello spazio. Le sue geniali intuizioni presero in castagna i team più qualificati di scienziati Nasa preposti a seguire i viaggi delle sonde interplanetarie, e alcune sue idee sono state messe in pratica nel corso di alcune missioni spaziali di assoluto prestigio.
Un cognome, quello di "Bepi", analogo a quello dell'italiano scopritore dell'America, che era evidentemente destinato a creare un sorta di "ponte scientifico" tra Italia e Stati Uniti. Sicuramente, Colombo resterà per sempre celebre come l'inventore dei sistemi "tether", cioé dei "satelliti a filo" nello spazio, e per aver "guidato" la sonda Mariner 10 della Nasa, destinata a perdersi nel cosmo, verso il pianeta Mercurio, mai visitato prima da nessun veicolo spaziale.
Già affermato "meccanico celeste", Colombo le sue più celebri e argute spiegazioni le darà però con un gessetto e davanti ad una lavagna. L'ambiente non era quello di un'aula universitaria, ma di una sala del centro Nasa che seguiva passo dopo passo le missioni delle sonde interplanetarie in viaggio nel sistema solare.
Nel 1973, una di queste sonde della Nasa, la "Mariner 10", doveva appena "sfiorare" Mercurio una sola volta, dopo due incontri ravvicinati con Venere, ed era destinata a concludere la sua missione perdendosi negli spazi siderali.
Mercurio, era da molti anni un obiettivo privilegiato degli studi di Bepi Colombo. Di questo pianeta, assai simile alla Luna poiché senza atmosfera e completamente butterato di crateri, Colombo era riuscito a calcolare il moto di rotazione attorno al proprio asse, scoprendo che è molto più lento di quanto si pensasse (59 giorni contro 88).
Ma non è tutto: lo scienziato di Padova sognava di poter inviare una sonda spaziale nei pressi del pianeta.
La missione non era il caso di realizzarla "ex-novo", semplicemente perché c'era già. Ed era proprio la "Mariner 10" della Nasa, destinata ad un transito presso Mercurio simile a quello di un Eurostar in una stazioncina di perferia.
«Alla Nasa sono tipi strani - disse all'epoca Colombo - amano le cose complicate, che costano anche molto denaro. Non hanno il concetto del risparmio, amche perché poi sanno già di poter rifare una missione successiva».
Colombo invece, che da buon italiano sapeva che le missioni vanno sfruttate al meglio e al massimo delle possibilità, con quel gessetto e la lavagna mostrò che, variando leggermente i parametri del lancio da terra del razzo vettore, e sfruttando alcuni "gravity assist", cioé sfruttando l'azione gravitazionale di Venere e dello stesso Marcurio, la Mariner 10 avrebbe potuto compiere altri due giri attorno a Mercurio, e fotografare quindi con dettaglio alcune zone del pianeta e arricchendo di dati la missione.
Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California), increduli, si precipitarono a inserire nei calcolatori elettronici i dati di Giuseppe Colombo e il risultato fu: okey, Mariner 10 avrebbe effettuato altri due giri attorno a Mercurio.
Mariner 10 lo farà, e con successo, nel 1974, sorvolando il pianeta a 800 chilometri dalla superficie la prima volta il 29 marzo, la seconda il 21 settembre e la terza il 16 marzo 1975. Se nel primo passaggio la risoluzione delle immagini è di 100 metri, negli altri due è di soli 50. Le misure che la sonda compie su Mercurio offrono un identikit completo del pianeta, e questa resta ancora oggi, dopo venticinque anni l'unica missione di una sonda che abbia sorvolato il pianeta più vicino al Sole.
Attualmente, la Nasa sta progettando una nuova, futura missione verso Mercurio. E il nome della sonda sarà «Bepi Colombo Mercury Mission».
A.Lo C.

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