Sabato 15 Dicembre 2018 | 18:51

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Condono edilizio, i paletti regione per regione

Regioni in ordine sparso per regolare il condono edilizio i cui termini, dopo la sentenza della Consulta, sono stati prorogati con la manovra correttiva. Si prevede in particolare la proroga al 10 dicembre 2004, rispetto agli attuali termini fissati al 31 luglio. Le regioni avranno così tempo fino all'inizio di novembre (entro il 12 del mese) per fissare ulteriori paletti, limitando la sanatoria a diverse tipologie di immobili. Ma le scelte non si annunciano univoche:
Ecco un panorama delle diverse tipologie di condono edilizio:
- VALLE D'AOSTA: in Valle d'Aosta il condono edilizio è regolamentato da una legge del febbraio scorso. L'assessore alle Opere Pubbliche, Alberto Cerise, evidenzia che la legge regionale è coerente con la Costituzione e prevede, per le tipologie condonabili, norme molto più restrittive rispetto alla legge nazionale. Non sono sanabili le nuove costruzioni e qualsiasi altro intervento edilizio che abbia provocato un aumento della volumetria.
- PIEMONTE: il Piemonte ha un assetto urbanistico per lo più regolare. «Se ci sono degli abusi - sottolinea l'assessore regionale all'urbanistica Franco Maria Botta - si tratta di abusi minimi. In Piemonte non è cosi attesa la legge sul condono edilizio. In Giunta non ne abbiamo ancora discusso in modo approfondito. L'orientamento non è quello di opporci o fare ricorsi, ma di dare corso alle legge».
- LIGURIA: il condono edilizio è più severo in Liguria dopo l'approvazione di una legge che riduce e rende più oneroso il provvedimento del governo varato nell' ultima legge finanziaria.
La Regione ha ricondotto il condono ai piccoli abusi, riducendo di quasi la metà i limiti dei volumi condonabili stabiliti dalla legge statale. Il disegno di legge regionale rende condonabili gli ampliamenti di manufatti non superiori a 450 metri cubi (contro un massimo di 750 metri cubi stabilito dalla finanziaria). Per quanto riguarda le nuove costruzioni, potranno essere ammesse alla sanatoria solo le unità abitative non superiori ai 1500 metri cubi (contro i 3.000 della legge statale). Con la nuova normativa sale anche il prezzo del condono. I comuni sono stati infatti divisi in tre fasce (costiera, collinare e montana) che corrispondono anche ai valori del mercato immobiliare. In queste tre fasce il condono diventerà più oneroso rispettivamente del 100, del 50 e del 20% rispetto alla normativa statale.
- LOMBARDIA: viene disposta l'esclusione dalla sanatoria per: le opere abusive relative a nuove costruzioni residenziali e non, qualora realizzate in assenza di titolo abilitativo edilizio e non conformi agli strumenti urbanistici generali vigenti alla data di entrata in vigore della disciplina regionale. Esclusi anche i manufatti realizzati abusivamente nei complessi ricettivi all'aria aperta e le opere abusive nelle aree a parco naturale, salvo che siano scarsamente significative. Inoltre si esclude la sanatoria nelle zone vincolate qualora il vincolo comporti inedificabilità e sia imposto prima dell'esecuzione delle opere.
- TRENTO: la provincia autonoma di Trento è uno dei pochi enti italiani ad essersi raccordato e coordinato con la legge nazionale, approvando l'8 marzo una legge provinciale in materia di condono edilizio, molto più restrittiva di quella nazionale. Non è ammessa la sanatoria degli abusi realizzati in violazione dei vincoli provinciali, consentendo il condono solo per una serie di tipologie di interventi abusivi di scarsa rilevanza ai fini urbanistici, che spesso risalgono a molti anni addietro.
- FRIULI VENEZIA GIULIA: la Regione Friuli-Venezia Giulia intende legiferare in materia di applicazione locale delle norme relative al condono edilizio e legifererà in modo tale che il provvedimento entri in vigore entro l'11 novembre. La legge in preparazione porrà di sicuro dei paletti e - dice il presidente, Riccardo Illy - «non prevederà la sanatoria di opere realizzate su terreni non edificabili».
- VENETO: il consiglio regionale del Veneto è pronto a licenziare dopo l'estate un Pdl sull'applicazione del condono edilizio. Il testo prevede un allargamento del condono anche in aree protette da vincolo, limitatamente a richieste di cambiamento di destinazione d'uso e se compatibili con il contesto ambientale. Per quanto riguarda le destinazioni delle oblazioni e degli oneri, si prevede la possibilità per la Regione di utilizzarli per la riqualificazione di aree degradate. Si tende a escludere tuttavia l'accettazione di domande pervenute prima dell'approvazione della nuova legge.
- EMILIA ROMAGNA: l'Emilia-Romagna conferma l'intenzione di limitare la portata del condono, comunque ottemperando alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge regionale 'anti-condono' 1/04 e insieme ha bacchettato lo Stato, perchè avrebbe dovuto limitarsi ai principi lasciando spazio alle Regioni per legiferare. Questi i limiti ammessi che l'assessore alla Programmazione territoriale Pier Antonio Rivola ha desunto dal confronto con i Comuni e intende portare in Giunta nella prima riunione di settembre: 150 metri cubi per le case indipendenti, massimo di 300 metri cubi per i condomini e «comunque non oltre il 10% del singolo appartamento». L'assessore ha anche confermato una tutela in più per le zone costiere e i centri storici, dove prevede «dimezzati tutti i limiti».
- TOSCANA: in Toscana nessuna nuova costruzione potrà essere condonata, ma solo le ristrutturazioni e i piccoli ampliamenti che non superino i 100 metri cubi. Questo in base alle linee guida della legge regionale sul condono edilizio che la giunta toscana discuterà il 6 settembre. Dal condono sono esclusi tutti gli interventi in zone sottoposte a vincolo, per esempio quelli paesaggistico e idrogeologico, oppure i parchi e le aree protette. Per le nuove costruzioni sono condonabili solo le difformità dalla concessione edilizia, ma sempre nel limite dei 100 metri cubi.
- MARCHE: dopo la bocciatura di una sua legge da parte della Corte Costituzionale, la Regione Marche intende sfruttare di tutte le possibilità offerte dalla sentenza della Consulta per «depotenziare» il condono edilizio varato dal Governo. Applicazione «minimale» del condono, limitando i volumi delle costruzioni sanabili a 100-150 metri cubi per le abitazioni e a 300 per gli insediamenti produttivi, forti aumenti per gli oneri concessori e per le multe (ma cercando di lasciare una certa autonomia ai Comuni nella quantificazione concreta delle somme), individuazione di una casistica in cui il condono non può mai essere applicato (beni culturali, proprietà demaniali). Sono questi i principi cui la Regione intende ispirarsi nella stesura del nuovo testo di legge, non ancora predisposto. Al momento si tratta però solo di ipotesi, sulle quali sta lavorando l'ufficio legislativo dell'ente.
- UMBRIA: la Regione confermerebbe la linea dura annunciata dalla giunta regionale dell'Umbria nei mesi scorsi contro gli abusi edilizi, con la legge preadottata dall'esecutivo della presidente Maria Rita Lorenzetti. Alcuni mesi fa, il consiglio regionale umbro aveva approvato una legge in materia edilizia che, tra l'altro, invitava i Comuni a sospendere i procedimenti amministrativi sulle eventuali domande di condono edilizio presentate in base alla normativa nazionale, consentendo comunque ai cittadini di presentare domanda di condono. La legge varata dalla giunta intende mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di sanare i cosiddetti «piccoli abusi», insieme ad alcune specifiche situazioni di abusivismo legate all'opera di ricostruzione dopo il terremoto del 1997.
- LAZIO: una previsione su quella che potrà essere realmente la portata di questo ultimo condono all'ufficio capitolino ancora non sono in grado di farla perchè, hanno spiegato, la Regione Lazio non ha ancora stabilito alcuni parametri. Il Campidoglio, impegnato nella lotta all'abusivismo edilizio, si è detto da subito contrario a nuovi condoni, perchè incentivano nuovi abusi, ma gli uffici comunali sono comunque al lavoro per garantire ciò che le norme stabiliscono. A Roma le domande di condono edilizio arrivate finora sono circa 29.500.
- ABRUZZO: il governo regionale non sa ancora se studierà una legge regionale ad hoc. Per il momento esiste una sorta di sanatoria all'interno della legge finanziaria regionale 2004, all'articolo 85, riferito al recupero abitativo dei sottotetti. La norma prevede la classificazione degli interventi come ristrutturazione edilizia, comportando la corresponsione degli oneri concessori previsti dalla normativa vigente; del contributo relativo al costo di costruzione ed in misura doppia degli oneri di urbanizzazione previsti dalla legge regionale n.89/1998. Per quanto riguarda i volumi è da rilevare che l'altezza media netta del sottotetto non può essere inferiore a 2,4 metri e l'altezza della parete minima non può essere inferiore a 1,4 metri; per i Comuni montani i limiti passano rispettivamente a 2,2 e 1,2 metri.
- MOLISE: la Regione Molise sta studiando una serie di problematiche per la definizione di una legge regionale. Non avendo problemi di abusivismo speculativo, la Regione è comunque intenzionata a sanare la maggior parte degli abusi, collocati dall'assessore competente, Angelo Pio Romano, nell'«abusivismo di necessità».
- CAMPANIA: fa parte della pattuglia delle regioni che si è opposta sin dall'inizio. Dalla Regione ribadiscono che è una misura «che si confermerà inutile per le casse dello Stato e dannosa per l'ambiente». La legge dovrebbe in ogni caso escludere aree demaniali e zone vincolate con un 'tetto' fissato a 150 metri cubi.
- PUGLIA: la Regione ha approvato a gennaio una legge di recepimento della normativa nazionale sul condono: si tratta di norme che furono adattate alle esigenze del territorio e che indicarono la data del 31 gennaio quale termine.
- CALABRIA: in Calabria la giunta regionale ha approvato un disegno di legge che attualmente è in attesa di essere esaminato dal consiglio. Il provvedimento è stato emesso prima del pronunciamento della Corte ma è in linea con i canoni dettati dalla Consulta.
- SICILIA: con una circolare che risale allo scorso aprile, l'assessorato al Territorio della Regione Sicilia ha stabilito la piena applicabilità nell'Isola del condono edilizio nazionale. «La recente sentenza della Consulta - spiega l'assessore Mario Parlavecchio - conferma la nostra tesi, e cioè la validità sul territorio siciliano della legge quadro nazionale».
- SARDEGNA: la legge che anche in Sardegna recepisce la normativa sul condono edilizio è stata approvata a febbraio. Secondo i dati forniti le opere abusive, prive di autorizzazione o concessione, sono complessivamente 17.387. La parte più consistente (9.934) riguarda aumenti di volumetria di fabbricati esistenti, come la chiusura di balconi, terrazze e loggiati; 965 i casi di parziale difformità con i progetti originari; 471 gli illeciti rilevati su aree pubbliche, soprattutto in costruzioni di proprietà dell' Istituto autonomo case popolari (Iacp). La sanatoria non sarà applicata nella fascia dei 300 metri dal mare (ridotta a 150 metri nelle isole minori), nelle aree spondali di fiumi e laghi naturali, nelle spiagge e nelle aree sottoposte a vincoli di tutela archeologica e paesaggistica.

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