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Un luglio di fuoco a caccia del «Lupo»

ROMA - E' cominciata il 22 luglio scorso, dopo l'uccisione del carabiniere Alessandro Giorgioni, la grande caccia delle forze dell'ordine a Luciano Liboni, il «lupo».
Oggi i carabinieri hanno potuto rendere onore al loro caduto catturando il killer che in questi giorni era stato al centro di una ridda di false segnalazioni e, fatto inquietante, persino di scritte inneggianti sui muri di alcune città.
Latitante dal 2002, Liboni aveva in realtà cominciato il suo luglio di fuoco proprio nei primi giorni del mese, il 3 luglio scorso, sparando ad un carabiniere che gli aveva chiesto i documenti in una zona tra Guidonia e Settecamini alle porte di Roma. Poi l'uccisione del carabiniere in un paesino in Umbria.
Ecco una sintetica cronologia di questo mese di fuoco del latitante e della grande caccia:
- 3/7: i carabinieri lo fermano tra Roma e Tivoli e gli chiedono i documenti; Liboni risponde sparando e fuggendo.
- 12/7: ruba a Terni una moto Yamaha;
- 19/7: Liboni viene coinvolto in un incidente stradale nel forlivese; in ospedale dà false generalità e poi si eclissa;
- 22/7: in un bar di Pereto di Sant'Agata Feltria (Pesaro-Urbino) l'appuntato dei carabinieri Alessandro Giorgioni gli chiede i documenti; Liboni si fa accompagnare fuori dal locale e poi spara e uccide il carabiniere, fuggendo sulla moto Yamaha; l'omicida viene rapidamente identificato e comincia la grande caccia;
- 24/7: due agenti lo individuano a Roma, in un mercatino di via delle Terme di Diocleziano, cercano di fermarlo ma Liboni non ha esitazioni, spara contro gli agenti, sequestra un'auto minacciando il conducente e riesce alla fine a far perdere le proprie tracce;
- 25/7: viene trovata Roma la moto Yamaha che Liboni aveva rubato a Terni. La grande caccia continua tra segnalazioni e molti falsi avvistamenti tra l'Umbria e il Lazio;
- 26/7: nuovi presunti avvistamenti che spaziano dal pesarese all'autostrada Salerno-Reggio, da Civitavecchia al casertano. Compaiono - su un muro a Pesaro e poi anche su un muro a Roma - le prime inquientanti e atroci scritte che inneggiano a Liboni;
- 27/7: nuove segnalazioni e presunti avvistamenti; vicino a Roma viene inseguito un uomo che cercava di sfuggire ai controlli ma era solo un sosia;
- 28/7: nuove segnalazioni un varie zone d'Italia;
- 29/7: nuove scritte inneggianti al «Lupo» a Roma; nuove segnalazioni da varie zone del paese ma i carabinieri si dicono convinti che Liboni sia ancora a Roma (e, come si è visto oggi, avevano ragione);
- 30/7: nuove scritte inneggianti a Liboni a Roma, quattro denunciati.
- 31/7: i carabinieri mettono fine alla lunga fuga di Liboni.

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