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A luglio l'inflazione scende al 2,3%

ROMA - Luglio freddo sul fronte dei prezzi. Stando alle anticipazioni delle città campione il carovita ha messo la retromarcia, scendendo al 2,3% dopo l'improvvisa scossa di giugno, quando salì al 2,4%. I prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1% grazie soprattutto agli alimentari, che sembrano aver finalmente imboccato un andamento in discesa dopo le impennate dell'anno scorso. Uno scatto verso il basso che, come sottolinea con soddisfazione il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, mette l'Italia «in linea con l'Ue». A luglio, infatti, non si sono visti i temuti effetti dell'aumento del prezzo del petrolio, anche se qualche brutta sorpresa potrebbe arrivare ad agosto. A lanciare l'allarme sono infatti sindacati e commercianti, secondo i quali nei prossimi mesi l'inflazione potrebbe riprendere a salire proprio a causa del caro-petrolio. La previsione dell'Isae, invece, indica per agosto un nuovo piccolo calo e per l'autunno una leggera risalita.
I dati arrivati oggi da tutte le regioni, che dovranno essere certificati domani dall'Istat, dicono che la città in cui i prezzi sono saliti di più su base mensile è stata Genova (+0,3%) e quella in cui si è registrato il più alto tasso d'inflazione Torino (3%). D'altro canto, la città più virtuosa su base annua è stata Ancona (appena 1,5%), mentre sono ben sei (Ancona, Bari, Napoli, Perugia, Roma e Trieste) i capoluoghi dove la variazione mensile è stata nulla.
A determinare il ribasso, a giudizio degli analisti, sono stati soprattutto gli alimentari, il capitolo che pesa di più nel carrello della spesa degli italiani (circa un quinto del totale) e che l'anno scorso finì sul banco degli imputati per l'inflazione galoppante. Ma buone notizie sono arrivate anche dal capitolo casa, che ha risentito solo in maniera contenuta degli effetti del caro-petrolio, dell'aumento delle tariffe della luce e della revisione trimestrale degli affitti.
Le tensioni più forti, invece, si sono avute alle voci che in estate subiscono tradizionalmente degli aumenti: si tratta di 'ricreazionè, su cui ha pesato il caro-ombrellone del 9,7% e l'incremento dell'8,7% dei pacchetti vacanze, e di quello alberghi, ristoranti e bar. La tendenza al rialzo di questi particolari beni e servizi, secondo gli esperti macroeconomici, si deve anche alla situazione internazionale più distesa rispetto all'anno scorso, che porta a una maggiore domanda e quindi a un inevitabile aumento dei prezzi.
La boccata d'ossigeno, in ogni caso, c'è stata e «una parte del merito - secondo Marzano - va all'azione di moral suasion compiuto da questo governo, e in particolare dal ministero delle Attività produttive, nei confronti delle categorie di commercianti. Azione di moral suasion che è anche l'unica che il governo può esercitare, visto che l'esecutivo fissava i prezzi solo in Unione Sovietica».
Ma alla discesa, un po' a sorpresa, di luglio, potrebbe seguire la doccia fredda di agosto. L'allarme di sindacati e commercianti, infatti, riguarda l'incognita petrolio. «Una riduzione è meglio di un aumento - osserva il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini - ma il dato resta eccessivamente elevato. Temo che ad agosto la tendenza al calo non verrà confermata». Preoccupazioni analoghe sono quelle espresse da Confesercenti, che parla della possibilità di rialzi alla fine dell'estate soprattutto a causa degli aumenti delle quotazioni delle materie prime e dei prezzi alla produzione. Anche Confcommercio avverte che l'andamento dei prezzi del settore energetico impone una cauta lettura del dato di luglio e un ridimensionamento «delle possibilità di rientro nei prossimi mesi delle dinamiche inflazionistiche». Una previsione, questa, in qualche modo condivisa anche dall'Isae. L'Istituto di analisi economica prevede sì un ulteriore piccolo calo anche ad agosto, ma anche una leggera risalita ad autunno, che dovrebbe portare la media annua al 2,3%.
Continua, poi, la crociata dei consumatori contro le rilevazioni statistiche sull'inflazione: a giudizio dell'Intesa «i dati dalle città campione sembrano numeri in libertà», soprattutto considerando le impennate del prezzo della benzina. E a mettere in dubbio il calo di luglio è anche la Cgil: «Il dato, osserva il segretario confederale Marigia Maulucci, «è inattendibile, bisogna aspettare altri elementi. La verità è che l'inflazione è in crescita».

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