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Minacce all'Italia: «Faremo tremare le città d'Europa e cominceremo con te, Berlusconi»

ROMA - L'Europa e i suoi popoli, l'Italia e, in modo particolare, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono stati in chiusura di giornata al centro di un minaccioso comunicato diffuso su Internet dalle Brigate Abu Hafs al Masri, un gruppo legato ad Al Qaida. «Faremo tremare le città d'Europa e cominceremo con te, Berlusconi. Lo faremo in modo sanguinoso finché non ritornerai sulla retta via», afferma senza giri di parole un comunicato, su un sito islamico, firmato dalla Brigate Abu Hafs al Masri, un gruppo terroristico che nei giorni scorsi aveva già rivolto minacce all'Italia e all'Europa. «Aspettaci, Berlusconi; tu, al pari degli altri tuoi alleati, aspettati (la realizzazione della) nostra promessa, che abbiamo rivelato a te e stiamo ora rivelando all'Europa», aggiunge il testo.
Il gruppo legato ad Al Qaida minaccia «una guerra sanguinosa» contro l'Europa dopo che, dice il comunicato, è scaduta la tregua di tre mesi annunciata il 15 aprile scorso da Osama bin Laden, il fondatore e leader storico della rete terroristica.
«Oggi, vi abbiamo dichiarato una guerra sanguinosa e non cesseremo gli attacchi contro di voi finché non ritornerete sulla retta via», afferma il proclama delle Brigate Abu Hafs al Masri, giunto al termine di una giornata - tra le più sanguinose dalla fine della guerra - che ha visto un bilancio di 120 morti in Iraq.
«Dopo che la tregua decisa dal nostro sheikh Osama bin Laden è scaduta, e poiché non siete ritornati sulla retta via, dichiariamo guerra contro di voi e contro i vostri popoli muti, il cui silenzio prova il fatto che vi appoggiano», aggiunge il comunicato.
In un nastro audio diffuso il 15 aprile, il capo di Al Qaida aveva dato agli europei tre mesi di tempo per ritirare le loro truppe da Iraq, Afghanistan e altri Paesi islamici, pena nuovi attacchi come la strage perpetrata l'11 marzo a Madrid, ad Atocha e in un'altra stazione ferroviaria, che era costata la vita a quasi 200 persone. «Leader e popoli d'Europa - dice il comunicato diffuso ora - ritirate le vostre missioni assassine dall'Iraq e seguite la strada già intrapresa da altri prima di dover assaggiare il sapore del sangue». Il riferimento è evidentemente proprio alla Spagna e ad altri Paesi - Repubblica Dominicana, Honduras, Nicaragua e ultimamente Filippine - che hanno ritirato, in tempi e con motivazioni diverse, le loro truppe dall'Iraq.

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