Sabato 15 Dicembre 2018 | 23:27

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Bari aspetta il ripescaggio e una squadra all'altezza

Come prevedibile, il Consiglio della Federcalcio ha preso atto del responso delle commissioni che vigilano sui club escludendo il Napoli e l'Ancona dalla serie B (il Taranto invece potrà giocare in C2). Era altrettanto intuibile che le decisioni sui ripescaggi sarebbero state rinviate (al prossimo CF del 12 agosto) in attesa dei ricorsi che potrebbero essere presentati alla Camera di conciliazione del Coni.
Se è ipotizzabile l'istanza da parte del Napoli, meno probabile è quella dell'Ancona che, dopo le dimissioni di Pieroni, difficilmente riuscirà a uscire dalla crisi in cui versa. In ogni caso, potrebbe essere poi il Bari a rivolgersi anche alla giustizia ordinaria e a riproporre la situazione che lo scorso anno ha permesso al Catania di ottenere un posto tra i cadetti costringendo Carraro a bloccare le retrocessioni e ad allargare la partecipazione a 24 squadre.
Il club biancorosso, insomma, è (si sente) in una botte di ferro, come già fatto intendere da Antonio Matarrese, vicepresidente della Lega, in un intervento di qualche mese fa durante la partecipazione a un programma televisivo in onda su una emittente locale. «Non posso dirlo, ma resteremo in B», affermò in pratica con uno slancio che oggi ha evitato invitando ad attendere ancora qualche settimana.
Il ritorno di ufficio del Bari in serie B è visto quasi come una conquista, un successo finanziario-patrimoniale da sbandierare, sebbene l'ecatombe ventilata qualche mese fa sia stata scongiurata da una serie di ricapitalizzazioni che di fatto hanno sanato i conti del calcio italiano, evidentemente meno «sgonfiato» di quanto si pensasse. Il club barese, insomma, che ha sempre giustamente messo in evidenza i conti in regola, ha subito la rimonta economica di quasi tutte le società professionistiche, che si ritrovano peraltro con un organico in molti casi già in via di definizione.
In Strada Torrebella, invece, dopo gli ingaggi dell'allenatore Carboni e del direttore sportivo Pari, hanno provveduto a cedere i pezzi migliori (Cordova, Valdes, De Rosa), nonostante fosse praticamente certo il ripescaggio. La strategia è stata giustificata con il voler fare un repulisti generale dopo la deludente stagione appena conclusa. Di fatto, la vendita di alcuni giocatori ha portato nelle casse altri milioni, in attesa che si possa allestire una formazione finalmente all'altezza.
Si spera solo che non si riproponga una campagna acquisti di basso profilo (per ora sono più i ritorni che gli acquisti) e non si speculi mediaticamente sui soldi della ricapitalizzazione fatta: non solo perché, come detto, è stata la norma anche in altre piazze, ma soprattutto perché è il minimo che si potesse fare dopo anni di attivi di bilancio e di classifiche deficitarie.
G. Flavio Campanella

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