Lunedì 17 Dicembre 2018 | 05:32

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Gli inquilini: qui è un rischio continuo

MILANO - Incredulità e sgomento ma anche rabbia e voglia di denuncia. Ogni inquilino degli stabili di via Cilea, dove ieri sera è morta la badante ecuadoriana Angela Moreno, precipitando nel vano del montacarichi, sottolinea infatti che la disgrazia poteva accadere a chiunque di loro, in ogni momento. Tutti dicono, in questo complesso marrone, due edifici contigui, due scale, 4 ascensori e un montacarichi, che le strutture sono inadeguate. Più volte hanno sollecitato attenzione ai loro problemi, ma finora senza risultato.
«Il montacarichi lo prendevamo tutti, perchè gli ascensori non funzionavano mai, nonostante fossero nuovi», spiega qualcuno, mostrando gli ascensori. Tanto nuovi da non essere stati neppure ultimati: un metro e mezzo per uno, specchi, pulsanti con scrittura braille, ma poi guardando in alto pare che sia stato dimenticato qualche pezzo. Il tetto interno della cabina, ad esempio, non è stato rifinito.
«Quando ho visto le nuove cabine mi sono rallegrato, ma poi mi sono accorto che non vanno bene neanche queste», aggiunge un altro inquilino, Michele, spiegando le bizzarrie del loro funzionamento: su un ascensore, per andare all'ottavo piano, occorre prima schiacciare l'8, l'ascensore però arriva al nono piano, dove bisogna premere il 7 per arrivare finalmente a destinazione. Insomma, una specie di gioco matematico. Un altro, invece, va completamente a caso e quando si schiaccia un pulsante non si sa se si arriverà al piano corrispondente. Con la conseguenza che molte persone anziane si trovano spesso a infilare le chiavi nella porta di casa di qualcun altro.
E poi c'è l'ascensore destro della scala A: «Non prendete quello», grida agli estranei chi abita lì. «Tutti lo sanno che quello non va». Non va da tempo. E questa mattina, verso le 13, visto l'accaduto, sono arrivati i vigili del fuoco, che ne hanno verificato lo stato e l'hanno posto 'fuori servizio'.
«Era ora», sbotta uno, mostrando l'esposto presentato in data 26 gennaio 2004, in cui si puntava il dito contro la ditta responsabile della revisione degli impianti, lamentando la «superficiale manutenzione degli ascensori che funzionano solo saltuariamente». «Ma sapete quante volte abbiamo telefonato per chiedere di metterli a posto? Questi ascensori sono sempre stati così - spiega Sergio M., 25 anni, appena tornato da Rimini - Questi nuovi ascensori, poi, secondo me, non sono mai stati collaudati nè messi a norma».
E mentre qualcuno fa risalire il problema al recente cambio della ditta di revisione, un inquilino del decimo piano, Aldo Caito, 73 anni, fra i primi a mettere piede in questo complesso, nel 1983, afferma: «Questi ascensori sono stati presi da una ditta che era già in fallimento. Li hanno messi da poco più di sei mesi, perchè quelli che c'erano prima si fermavano: io sono rimasto chiuso due ore e mezzo e liberato dalla gente del palazzo. Ma si sa: queste sono case popolari e siamo costretti ad aver sempre paura di tutto». Paura dell'acqua che può venire a mancare per giorni, come - ricorda Sergio - è successo tempo fa, o paura di crolli improvvisi, come raccontano due inquilini del piano terra, mostrando le crepe sui muri di tutte le stanze. Ma «finchè non accade...», commenta la signora Sandra del secondo piano, riferendosi al dramma di Angela. «E dire che io il montacarichi lo prendevo sempre... - aggiunge Mario Ceriani, che viene ogni giorno a trovare il padre ultranovantenne - Sapevamo che la porta era difettosa e l'unico fastidio era aspettare l'apertura, che ci mette un po'».
E fosse solo quello: il vero problema è che non è stato un caso che la porta del montacarichi ieri sera si sia aperta ad Angela. «Era già successo dieci giorni fa, sempre all'ottavo piano, il montacarichi segnava 'presentè e invece dietro la porta c'era solo il vuoto - spiega Paola Scafidi, inquilina dell'ottavo piano -. Avevo chiamato il numero verde, ma erano le 22 e mi hanno detto che era troppo tardi». La donna ieri sera è stata la prima a chiamare vigili urbani e i vigili del fuoco per quel montacarichi che, sempre all'ottavo piano, si spalancava nel nulla perchè la cabina non c'era.
«Stavo per scendere col cane e ho visto il buio e di nuovo il vuoto - racconta -. Poi i vigili sono arrivati, hanno sigillato quella porta e io ci ho messo un cartello con scritto 'Attenzione pericolo di morte' : ma non è possibile che paghiamo ogni mese 260 euro, dei quali oltre la metà sono di spese condominiali, cioè scale e ascensori». Ma ci sono, lamentano, ascensori che vanno in qualche modo e scale sporche, con poltrone abbandonate, pezzi di cucine, vetri rotti, muri imbrattati. «Possiamo morire tanto non ci ascolta nessuno - commenta la signora Bonaria Contini, che vive qui sola - Non cerchiamo certo il lusso, ma almeno la sicurezza».

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