Sabato 15 Dicembre 2018 | 12:56

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Sono scomparsi due pachistani

BAGHDAD/BEIRUT - Le forze di polizia e della Guardia nazionale irachena hanno avuto oggi nei pressi di Baquba il più intenso scontro a fuoco con gli insorti da quando c'è stato il passaggio dei poteri lo scorso 28 giugno: il bilancio è giudicato positivo dalle forze di sicurezza: 13 guerriglieri uccisi. Ma allo stesso tempo, a Baghdad si teme per la sorte di due pachistani scomparsi da venerdì, che potrebbero essere stati rapiti.
Lo scontro nei pressi di Baquba, una cinquantina di km a Nord-Est della capitale, è iniziato in tarda mattinata, quando gli uomini delle forze di sicurezza irachene sono stati attaccati mentre scortavano i soldati americani impegnati in una serie di perquisizioni. Gli insorti hanno aperto il fuoco contro di loro con mortai e lanciagranate rpg. In aiuto degli iracheni sono intervenuti aerei e artiglieria delle forze Usa e al termine della battaglia, durata circa un'ora, 13 guerriglieri sono rimasti sul terreno, mentre le forze irachene e americane non hanno subito perdite.
Poco prima, sempre nella stessa zona, a Mandalay, le forze Usa avevano condotto una vasta operazione arrestando una quindicina di sospetti e sequestrando un ingente quantitativo di armi che, ha detto un portavoce americano, si sospetta appartenesse al gruppo legato ad Abu Masub Zarqawi, il presunto luogotenente di Osama bin Laden in Iraq, ritenuto responsabile dei maggiori attentati e rapimenti di occidentali.
Le forze Usa devono però registrare anche oggi la morte di un loro soldato, ucciso da una bomba esplosa al passaggio del convoglio con cui viaggiava sulla strada vicino alla raffineria di Baiji, a Nord di Baghdad.
E mentre il premier Iyad Allawi si trova a Beirut nell'ambito di una serie di visite ufficiali nei Paesi della regione, il ministro del petrolio Thamer Abbas Ghadban ha annunciato che le esportazioni di greggio attraverso il terminal di Ceyhan, in Turchia, riprenderanno presto, dopo l'introduzione di nuove misure di sicurezza lungo l'oleodotto del Nord, più volte sabotato dalla guerriglia. Il ministro ha anche reso noto che la produzione petrolifera irachena è attualmente di 2,5 milioni di barili al giorno e che entro la fine dell'anno dovrebbe raggiungere i tre milioni di barili al giorno.
Ma intanto, mentre si intensificano le attività e i contatti per giungere alla liberazione dei vari ostaggi in mano alla guerriglia, si parla di una ventina di persone, da Islamabad si è appreso che due pachistani sono scomparsi da Baghdad sin da venerdì scorso. «Stiamo cercando di chiarire alcuni dettagli», ha detto un portavoce del ministero degli esteri del Pakistan, aggiungendo: «Se sono stati rapiti cercheremo di farli liberare». Si tratta di un ingegnere e un autista che lavorano per una società del Kuwait, la al-Tamimi Group.
Non si hanno intanto notizie del diplomatico egiziano rapito venerdì scorso. I suoi sequestratori non hanno avanzato ancora alcuna richiesta, mentre tacciono coloro che detengono i sette autisti di camion (tre keniani, tre indiani e un egiziano) che a loro volta lavorano per una società di trasposti kuwaitiana. L'ultimatum stabilito dai loro rapitori scade domani alle ore 12 locali. Poi, hanno detto i rapitori, ne decapiteranno uno ogni 72 ore.
Stefano De Paolis

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