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CITTÀ DEL VATICANO - Si chiama «Sole sì, soli no» la nuova campagna di solidarietà per gli anziani messa a punto dalla Comunità di Sant'Egidio mentre l'estate entra nel vivo e nel ricordo dello scorso anno, con alcune migliaia di decessi in più tra gli anziani.
Sono - ha spiegato alla Radio vaticana Silvia Marangoni, della Comunità di Sant'Egidio - «quattordici consigli per vivere più freschi, e soprattutto per vivere. Si tratta di non uscire nelle ore più calde; di bere tanto, fornendo al corpo quell'apporto idrico necessario. Poi alcuni consigli alimentari: la necessità di mangiare frutta e verdura, evitando quegli alimenti che risultano più impegnativi e che, quindi, indeboliscono l'organismo. Ancora, non assumere un certo tipo di farmaci o, comunque, rivedere le posologie dei medicinali».
Sono consigli «che abbiamo voluto diffondere, non soltanto a Roma ma anche nel resto d'Italia, con una campagna che aiutasse gli anziani ad affrontare l'emergenza caldo non in solitudine».
Gli 8.000 morti dell'anno scorso in Italia «sono stati come uno shock. Ci hanno aiutato a capire che effettivamente c'è un problema nuovo, al quale non siamo preparati. Gli anziani nel nostro Paese sono tanti e questo dovrebbe essere anche un punto di orgoglio da cui partire, perché vuol dire che si vive bene, che si può vivere bene, che si può vivere degli anni in più che fino a qualche decennio fa erano impensabili. Bisogna però difenderli questi anni in più che la vita ci regala e che la vita regala ai nostri anziani. Forse, inventandosi anche nuovi servizi. Tanti anziani, lo scorso anno, sono deceduti in solitudine. Il caldo, insieme proprio all'isolamento, forse è stato il vero responsabile di tante morti. Come sconfiggere l'isolamento? Ci sono tante persone anziane che, effettivamente, non vengono raggiunte dai servizi in atto, dai servizi abituali. Forse, si tratta di fare arrivare i servizi a casa delle persone più deboli, più fragili, più isolate».
«Ovviamente, perché il discorso diventi universale, c'è bisogno di misure, di risorse, di mezzi e soprattutto della volontà di tutti di rendersi conto che questo problema non riguarda soltanto gli anziani, ma è un problema che riguarda tutti. Si tratta di un problema per la cui soluzione tutti possiamo concorrere, con un'assunzione di responsabilità piccola, alla portata di tutti, ma che può rendere più sicura la vita di queste persone più fragili e in fin dei conti può rendere più sicura la vita di tutti noi».

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