Venerdì 14 Dicembre 2018 | 15:20

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Colpito un ospedale di Baghdad

BAGHDAD - I ribelli iracheni, che hanno finora mostrato di colpire soprattutto obiettivi politici e militari, ora sparano contro gli ospedali. Un attacco a colpi di razzi è stato compiuto oggi pomeriggio contro il centro specializzato della chirurgia «Adnan Khairallah» di Baghdad, sfiorando il padiglione occupato dalla Croce rossa italiana. Gli ordigni (secondo testimoni ci sono state quattro esplosioni, secondo altri soltanto una) hanno centrato alle 15:45 (ora locale, le 13:45 in Italia) il settimo piano del complesso ospedaliero, provocando fra i pazienti 2 morti e cinque feriti: al sesto piano si trova il reparto in mano al personale italiano che ospita pazienti e alloggi privati.
«Il padiglione della Croce rossa non è stato danneggiato dall'esplosione e non ci sono feriti fra gli italiani» ha detto all'Ansa una fonte diplomatica nella capitale. Alla domanda se obiettivo dell'attentato potesse essere proprio la Croce rossa, la fonte ha risposto che «la polizia irachena sta conducendo indagini, e al momento dobbiamo limitarci alla constatazione dei fatti: l'ordigno ha colpito il piano superiore rispetto a quello in mano al personale italiano».
Fra gli investigatori qualcuno ha ipotizzato che gli attentatori abbiano colpito l'ospedale per errore, ma non si riesce a capire a questo punto quale potesse essere il vero obiettivo: il vasto centro ospedaliero, il più importante e meglio attrezzato del Paese, sorge sulle sponde del fiume Tigri e intorno non ci sono caserme, comandi di polizia né altri edifici governativi.
La Croce rossa italiana è presente in questo momento a Baghdad con una trentina di persone. All'interno del complesso sanitario, gli italiani occupano il sesto piano (sfiorato dalle bombe) e il pian terreno.
Un ospedale è stato al centro di un attentato anche a Ramadi, città sunnità a ovest della capitale: un'autobomba è stata fatta esplodere davanti all'ingresso del centro, provocando la morte di tre fratelli che si trovavano in quel momento a passare.
La rivolta dei sunniti, rimasti fino oggi ad il più pericoloso fronte armato ad opporsi alla presenza delle forze americane e al governo iracheno da poco insediato, sembra infiammarsi. Negli scontri a fuoco che a Ramadi si susseguono a ondate ormai quotidiane, almeno tre soldati americani sono rimasti uccisi. Un altro marine è morto, e sei sono rimasti feriti, in una seconda battaglia avvenuta invece alle porte di Sammarra, all'interno di quel «triangolo sunnita» che è sempre più fuori controllo. Con questi nuovi caduti sul campo, sale a 900 il numero totale dei soldati americani che hanno perso la vita (in azione o per altri incidenti) dall'inizio delle operazioni in Iraq.
E' invece mistero sull'abbattimento di un elicottero, annunciato in serata dalla polizia irachena e prontamente smentito dal comando Usa. Secondo la polizia un velivolo americano sarebbe stato colpito nel tardo pomeriggio vicino alla zona di Ramadi provocando la morte dei tre soldati che si trovavano a bordo: «L'elicottero si è avvicinato troppo alle posizioni dei ribelli al punto da essere raggiunto con un razzo Rpg», ha detto il portavoce. La notizia è stata immediatamente rilanciata da gran parte delle televisioni arabe alcune delle quali hanno citato anche testimoni oculari, ma il comando americano a Baghdad l'ha subito dopo definita «falsa». «Noi l'abbiamo saputo dai nostri colleghi del posto» si è limitato a ribattere un ufficiale iracheno interpellato dall'Ansa.
A Sammarra, città che da settimane è in mano ai feddayn rimasti fedeli al dittatore Saddam Hussein, la violenza non colpisce però soltanto i soldati stranieri. Questa mattina è stato ritrovato il corpo orrendamente mutilato di Bassem Al-Mudare, uno scienziato che lavorava come ricercatore chimico presso la locale industria farmaceutica, la più importante del Paese e nota in tutta la regione araba. La polizia non ha saputo fornire indicazioni sul possibile movente di un delitto tanto efferato. Un'altra autobomba è esplosa infine a metà pomeriggio nel popoloso quartiere «nuova Baghdad», alla periferia meridionale della capitale: l'esplosione ha provocato almeno 4 morti e un numero imprecisato di feriti.

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