Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 19:19

GDM.TV

Abu Ala preme su Arafat per vere riforme e insiste nelle dimissioni

RAMALLAH - Nuovo colloquio, per più di 4 ore, oggi a Ramallah fra il presidente palestinese Yasser Arafat e il premier dimissionario Abu Ala, alla ricerca di una soluzione alla crisi che scuote l'autorità palestinese.
Abu Ala non ha fatto dichiarazioni all'uscita dalla Muqata, il diroccato palazzo presidenziale nel quale Arafat è confinato da due anni. Fonti vicine all'incontro hanno indicato che il premier ha insistito sulle sue dimissioni, già respinte ieri da Arafat. Abu Ala ha indicato ad alcuni suoi ministri che si riserva di decidere in proposito domani, quando ci sarà una nuova riunione del governo, in base alle decisioni che Arafat avrà accettato di prendere sulla strada delle riforme interne.
La base di Al Fatah, il partito di Arafat, e i gruppi armati che si sono rivoltati a Gaza negli ultimi due giorni chiedono azioni contro la corruzione endemica nell'amministrazione palestinese e una riforma vera dei servizi di sicurezza.
La prima risposta venuta ieri dall'anziano rais è ritenuta non sufficiente. Arafat ha annunciato di avere concentrato in tre servizi centrali le attuali 12 forze di sicurezza palestinesi, ma ne ha mantenuto il controllo, non trasferendolo - come chiede la comunità internazionale - sotto l'autorità del governo di Abu Ala. Il presidente palestinese ha inoltre nominato capo della sicurezza generale, la direzione più importante, il suo parente Mussa Arafat, provocando dure reazioni dei gruppi armati nella striscia e manifestazioni di protesta a Gaza City ed a Tulkarem.
Stando alle fonti Abu Ala, che ieri aveva parlato di uno «stato di anarchia senza precedenti» nei territori, preme su Arafat perché le forze di sicurezza siano poste sotto l'autorità di un ministro degli interni forte all'interno del governo palestinese, in grado cosi di lottare contro l'insicurezza nei territori e contro la violenza delle fazioni armate. Le stesse richieste, cui Arafat aveva risposto negativamente rifiutando di cedere parte dei propri poteri e soprattutto il controllo sui servizi, avevano portato alle dimissioni del governo del premier riformista Abu Mazen l'anno scorso. Il rais l'aveva sostituito con Abu Ala, ritenuto a lui più vicino. Ma la situazione oggi sembra ripetersi. «Le dimissioni di Abu Ala evidenziano il fatto che il governo non è in grado di agire in queste condizioni» ha detto oggi ai cronisti il capo di gabinetto del premier Hassan Abu Lebda.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi  
Sindaco: «Indagheremo»

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO

 
Cristina, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la ciabattina

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»

 
Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

 
Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolita le darsene abusive

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolite le darsene abusive