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I brigatisti accusati di sola banda armata

ALESSANDRO COSTA: Nato a Roma nel 1970, ha un figlio e da alcuni anni vive con una donna in uno stabile occupato a Roma. E' l'unico degli arrestati 24 ottobre 2003 accusato «soltanto» del reato di banda armata e non di attentato per finalità terroristiche o di eversione in riferimento all'omicidio di D'Antona. La Digos di Aosta perquisisce due alloggi a Courmayeur (Aosta). Secondo gli inquirenti, in quelle abitazioni ha soggiornato Alessandro Costa durante il periodo in cui lavorava come cuoco e come sommeiller ai piedi del Monte Bianco.

Diana Melazzi Blefari DIANA MELAZZI BLEFARI: l'affittuaria del covo di via Montecuccoli a Roma viene arrestata il 22 dicembre 2003, all'alba, in una villetta presa in affitto tra Santa Severa e Santa Marinella, sul litorale a nord di Roma. La donna, che era sola, aveva una forte somma di denaro e documenti falsi. La Melazzi Blefari, 35enne, è un'edicolante romana. E' stata lei a firmare il contratto di affitto del covo. E' lei a diventare irreperibile dal 24 ottobre, data dell'arresto dei nuovi presunti brigatisti. Quel giorno la Blefari Melazzi lascia in fretta il suo appartamento in via del Pigneto 28: i piatti sporchi restano sul tavolo e nel lavello della cucina, spiccioli e carte sul pavimento, i cassetti neanche aperti per prendere l'indispensabile.
La donna non ha precedenti penali e il suo nome compare solo in una testimonianza di alcuni anni fa in favore di un giovane dei centri sociali che era stato picchiato da un gruppo di fascisti. La sua area di frequentazione è quella dei gruppi antagonisti. I suoi familiari gestiscono due edicole nel quartiere Montesacro. La donna aveva firmato il contratto di affitto dell' ultimo covo delle Br con il suo nome, fornendo un suo documento e lasciando come recapito il telefono fisso della sua casa. Dalle telefonate verificate dalla Digos risultano contatti con alcuni degli arrestati il 24 ottobre 2003.

Maurizio Viscido MAURIZIO E FABIO VISCIDO: i due fratelli, 46 e 43 anni, vengono arrestati il 24 febbraio scorso. Sono entrambi impiegati alle poste. Ai fratelli Viscido gli inquirenti sono arrivati attraverso le indagini successive all'arresto, di Cinzia Banelli. Nell'abitazione dei due fratelli, durante una perquisizione, viene trovato anche materiale inerente a una possibile inchiesta su un'agenzia di lavoro interinale a Pisa, Obiettivo Lavoro, la società oggetto di un attentato incendiario a Firenze nell'agosto 2002.
Gli inquirenti fiorentini ipotizzano che Maurizio Viscido potrebbe corrispondere alla sigla Mt, fra quelle ricavate dai documenti sequestrati a Nadia Desdemona Lioce e corrispondente a un informatore per la rapina all'ufficio postale di via Torcicoda avvenuta a Firenze nel febbraio 2003. Il 10 marzo scorso il gip di Firenze Antonio Crivelli concede gli arresti domiciliari a Fabio per problemi di salute. Maurizio, invece, deve aspettare fino al 23.

Bruno Di Giovannangelo BRUNO DI GIOVANNAGELO: viene arrestato a Firenze il 31 ottobre del 2003. L'uomo, 44 anni, di Pisa, impiegato delle poste, è accusato di partecipazione a banda armata e concorso morale per le rapine compiute dai brigatisti: la prima, fallita, all'ufficio postale di via Tozzetti il 5 dicembre del 2002, la seconda, riuscita, all'ufficio postale di via Torcicoda il 6 febbraio 2003.
Di Giovannangelo è sposato e ha un figlio maschio di nove anni, lavora come impiegato in un ufficio postale pisano e ha svolto attività sindacale nei Cobas fino agli inizi degli anni Novanta. In una delle agende della Banelli era stata trovata la sigla «Mu», che tornava anche nel palmare di Nadia Desdemona Lioce per indicare un appartenente al gruppo. Secondo gli inquirenti «Mu» è Di Giovannangelo, rintracciato anche grazie ai rilevamenti delle telefonate fatte dalla Banelli.

Simone Boccaccini SIMONE BOCCACCINI: viene arrestato a Firenza il 29 ottobre 2003. L'uomo, 44 anni, è un impiegato comunale. E' accusato di banda armata, di una rapina e del tentativo di rapina che il gruppo di brigatisti ha compiuto a Firenze. Le imputazioni contestate dalla procura fiorentina al momento del fermo a Boccaccini sono: banda armata e associazione sovversiva Brigate rosse-Partito comunista combattente e rapina. Una fallita, il 5 dicembre 2002, all'ufficio postale di Via Tozzetti, e una riuscita, il 6 febbraio 2003, all' ufficio postale di Via Torcicoda, nel quartiere fiorentino dell' Isolotto.


ROBERTO BADEL: di origini calabresi, 37 anni, dipendente Istat, secondo l'antiterrorismo era in contatto con Paolo Broccatelli e Diana Blefari. Nell'ottobre scorso venne indagato e subì una perquisizione.

Infine c'è il gruppo degli irriducibili, che rivendicarono l'attentato dal carcere di Trani. Si tratta di quattro br: Franco Galloni, Francesco Donati, Antonio Fosso e Michele Mazzei.

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