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Tutti i brigatisti dietro le sbarre

Con l'arresto per banda armata di Roberto Badel si allunga la lista di brigatisti e fiancheggiatori del partito armato finiti dietro le sbarre dopo il maxi blitz antiterrorismo del 24 ottobre 2003, che decapitò i vertici delle Brigate Rosse, segnando una svolta nelle indagini sull'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, ucciso a Roma il 20 maggio 1999.

Cinzia Banelli CINZIA BANELLI: 40 anni, di Pisa, viene arrestata il 24 ottobre 2003 nella sua città natale. E' una tecnica radiologa all'Asl di Pisa. I vicini di casa la descrivono come una donna molto riservata e introversa. E' al quarto mese di gravidanza.
Secondo gli inquirenti il suo nome in codice sarebbe «compagna So», La brigatista è stata sottoposta a una sorta di processo interno da parte dei vertici dell'organizzazione per essersi rifiutata di partecipare ad una rapina di autofinanziamento.
Per risarcire le Br di quell'assenza, avrebbe versato all'organizzazione una ingente somma di denaro che le era stata regalata dal padre, dove una vittoria al superenalotto. E' accusata di avere partecipato a due rapine a uffici postali nel capoluogo toscano, di cui una riuscita, quella del 6 febbraio 2003 all'ufficio di via Torcicoda, e una fallita.

Roberto Morandi ROBERTO MORANDI: arrestato a Firenze il 24 ottobre 2003 43 anni, originario del capoluogo toscano, l'uomo è un tecnico radiologo all'ospedale di Torregalli, alle porte di Firenze.
Si dichiara prigioniero politico e militante delle Br-Pcc le Brigate rosse-Partito Comunista Combattente. Al momento dell'arresto era a casa con la moglie e la figlia di 16 anni.





Paolo Broccatelli PAOLO BROCCATELLI: arrestato il 24 ottobre 2003 a Roma, 35 anni, romano, è dipendente di una ditta di pulizie all'interno dell'Università dove insegnava D'Antona. Viene considerato dagli investigatori un personaggio di spicco delle nuove Br. Gli elementi raccolti dagli inquirenti sottolineano che «presso l'abitazione di Broccatelli risultano segnalazioni della presenza di Galesi e di Lioce, oggetti di informazione e riconoscimenti fotografici».
Avrebbe anche partecipato alle lezioni del consulente dell'ex ministro del Lavoro Antonio Bassolino. Il nome di Broccatelli riporta indietro le lancette dell'orologio al 1997. Più precisamente al 9 maggio. Data simbolo per le Br: 19 anni prima giustiziarono Aldo Moro.

Laura Proietti LAURA PROIETTI: 30 anni, romana è stata arrestata il 24 ottobre a Portu Quatu in Costa Smeralda dove lavorava come cameriera. Ad incastrarla un mozzicone di sigaretta gettato per terra e raccolto dagli agenti che la pedinavano e sottoposto dagli inquirenti all'analisi del Dna. Il risultato dell'esame è stato comparato con esito positivo, con il Dna individuato in un capello trovato all'interno del furgone utilizzato per l'attentato.





MARCO MEZZASALMA: è stato arrestato il 24 ottobre 2003 a Roma.
Nato a Tripoli 44 anni fa, viveva da solo nell'abitazione alla Magliana a Roma. Qui, perquisendo le stanze, gli agenti della Digos hanno trovato il documento politico di 15 pagine nel quale le Nuove Br si interrogano sul dopo Lioce e sulle nuove condizioni createsi con il suo arresto e con la morte di Mario Galesi nella sparatoria sul treno Roma-Firenze il 2 marzo 2003.
Ma Mezzasalma è anche l'uomo che prese in affitto nel 1998 l'appartamento di via Maia 6, al Quadraro, che gli investigatori ritengono il 'covò utilizzato da Lioce e Galesi. Gli investigatori sono arrivati ad aprire la porta dell'abitazione col mazzo di chiavi trovato nella borsa di Nadia Lioce subito dopo l'arresto. Da cinque anni possiede uno speciale nullaosta di segretezza rilasciato dai servizi di sicurezza. Grazie a questo certificato, poteva accedere a notizie riservatissime, addirittura coperte da segreto di Stato.
L'indagato avrebbe ottenuto il permesso in quanto tecnico informatico di una società che fornisce tecnologia militare agli Stati Uniti e alla Nato.

FEDERICA SARACENI: 34 anni, è la figlia di Luigi, ex presidente di sezione del Tribunale di Roma ex parlamentare dei Ds e dei Verdi ed ora avvocato. Madre di una bimba di due anni, viveva con Daniele Bernardini, che si costituisce alla Digos il 26 ottobre 2003. I pm le contestano il possesso di una scheda dell'organizzazione che avrebbe avuto più contatti telefonici con alcuni indagati proprio nei giorni dell'omicidio D'Antona e proprio dalla zona di via Salaria dove l'economista fu ucciso.

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