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Anche in Libano lo sciopero dei cellulari: «Abbiamo le tariffe più care al mondo»

BEIRUT - E' cominciata alla mezzanotte di oggi in Libano la giornata nazionale per il boicottaggio dei telefoni cellulari da parte degli utenti che protestano contro il caro tariffe, considerate tra le più costose al mondo, ma permangono dubbi sulla riuscita dell'iniziativa, mentre anche i consumatori italiani hanno deciso oggi di imitare la protesta spegnendo i cellulari per due ore, dalle 12:00 alle 14:00.
Questa forma di mobilitazione popolare rappresenta, a detta di vari osservatori locali, «un importante passo avanti nel modo della popolazione libanese di rapportarsi alle istituzioni e, se avrà successo, costituirà una pietra miliare per il processo di sviluppo del senso civico, ora assente tra i libanesi, che si spera impareranno a dialogare civilmente con le istituzioni stesse».
L'iniziativa è stata ampiamente pubblicizzata nei giorni scorsi dalla maggior parte dei media locali, i quali hanno dato grande rilievo alla notizia che anche la Federconsumatori italiana (che raggruppa e difende gli interessi di una grande fetta dei consumatori italiani) ha invitato gli utenti della telefonia mobile a spegnere oggi i cellulari per due ore.
Secondo altri analisti, il risultato della giornata di protesta sarà sicuramente vincente per l'utenza libanese poiché «la gente tende ad unirsi nei momenti difficili della vita ed alla fine del mese tutti devono pagare la bolletta del cellulare siano essi drusi, sciiti od ortodossi».
Dal canto suo, Nabil Dajani, docente di scienze sociali e comportamentali all'Università americana di Beirut (Aub), ha detto di essere pessimista circa la riuscita della giornata di mobilitazione ricordando i precedenti fallimenti dei movimenti dei lavoratori libanesi. «Spero di sbagliarmi, e vorrei essere smentito, ma la società libanese è divisa in troppe realtà socio-politiche che non contribuiscono a risolvere i problemi derivanti dalla richiesta di benessere per la popolazione», ha detto Dajani. Alla giornata di protesta hanno aderito quasi 30 fra le più importanti associazioni di categoria del Paese ed anche - ma forse solo in maniera ironica - l'associazione degli impiegati del settore di telefonia mobile ha confermato la propria partecipazione al boicottaggio.
Gli organizzatori del boicottaggio hanno chiesto agli abbonati di spegnere i cellulari per tutta la giornata odierna per fare pressioni sul governo affinché apporti una serie di modifiche alle attuali tariffe tra cui la riduzione del canone mensile (27.50 dollari) e del costo per minuto della chiamata (circa quattro dollari, la metà di Siria e Giordania e un terzo di Cipro ed Egitto) almeno nella fascia oraria compresa tra le 20:00 e le 08:00.

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