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Il programma economico del Governo

ROMA - La riforma fiscale con la riduzione delle tasse per famiglie e imprese resta «al primo punto» dell'agenda del governo, che si impegna però ad «un ampio confronto con le parti sociali». Il premier Silvio Berlusconi, che rivendica come «un atto di responsabilità» l'assunzione dell'interim per l'Economia, conferma la priorità della riduzione fiscale durante la sua comunicazione in Senato sulle dimissioni del ministro dell'Economia. E apre il suo intervento con una lunga dichiarazione di gratitudine a Giulio Tremonti e di apprezzamento per la sue scelte di politica economica, sulla scia della quale impegna la prossima azione dell'esecutivo.
In ogni caso, si impegna il premier «di fronte al Parlamento», l'interim sarà mantenuto «per il tempo necessario a individuare la personalità in grado di rappresentarci». L'intervento di Berlusconi parte dall'illustrazione del «triangolo» che deve ispirare l'azione economica del governo: «meno spesa corrente, meno tasse, maggiori investimenti per infrastrutture e sviluppo» e si concentra sull'impegno della riduzione fiscale.
Questa dovrà essere «pari ad un punto di pil» e sarà definita nel prossimo trimestre per essere poi realizzata entro la legislatura. La diminuzione dovrà essere ripartita fra Irpef e Irap «in misura ottimale ai fini della crescita». Le aliquote Irpef dovranno essere ridotte tenendo conto, spiega Berlusconi, anche del reddito famigliare e del reddito complessivo.
Per quanto riguarda l'Irap, gli interventi saranno «concentrati a favore delle imprese più attive nella ricerca», con esclusione dalla base di calcolo dei costi sostenuti per il personale impegnato nella ricerca. Inoltre saranno prese misure a favore delle piccole e medie imprese e di quelle che avviano processi di concentrazione.
Intanto dal primo gennaio 2006, ha annunciato il premier, sarà introdotto un meccanismo correttivo del fiscal drag e un sistema di clausola di salvaguardia per consentire ai contribuenti di scegliere il meccanismo più favorevole. Infine verrà istituito un fondo rotativo per sostenere gli investimenti delle imprese, con finanziamenti a tassi agevolati sotto forma di anticipazioni rimborsabili in piani pluriennali. Questo impegno, ha sottolineato il premier «garantirà investimenti pari a quelli degli anni precedenti ma con meno oneri per la finanza pubblica».
Infine il premier promette l'abolizione delle tasse universitarie per gli studenti meno abbienti e più meritevoli.
Berlusconi ha sottolineato, più in generale, la necessità di concentrarsi su una politica economica in grado di incentivare la crescita, che ristagna in tutta Europa e non è in grado di intercettare la ripresa mondiale, oltre che di mantenere sotto controllo i conti pubblici. E a questo proposito, quelli dell'Italia sono «sotto controllo», dice il ministro ad interim dell'Economia, come ha «riconosciuto l'Ecofin», la cui decisione di non procedere con l'early warning nei confronti dell'Italia «è stato un successo», che il premier spera venga riconosciuto da «ogni settore del Parlamento». La valutazione negativa sul rating fatta da S&P, dunque, accusa il premier, è stato «fuori misura», a differenza di quella, più autorevole, di Moody's.
I capisaldi delle prossime scelte di politica economica sembrano comunque impostati nel segno di Giulio Tremonti , il cui «principio essenziale è stato quello di estrarre dal bilancio patrimoniale pubblico, risorse per metterle a reddito e a disposizione del presente e del futuro», introducendo nella finanza pubblica «principi innovativi che poi sono stati presi a modelli in altri paesi in Europa», e che hanno evitato l'incremento delle tasse in una difficile congiuntura economica. E' stato «doloroso», dice Berlusconi, rinunciare «all'intelligenza, al rigore, all'integrità e alla tenacia dell'onorevole Tremonti», ma la rinuncia è stata resa inevitabile «dall'insorgere e il reiterarsi di incompatibilità e contrasti che sono diventati insostenibili», per la «divaricazione, purtroppo insanabile, tra un ministro ed un partito dell'alleanza di governo».

IRPEF: l'attuazione del secondo modulo della riforma fiscale verrà varato entro il prossimo trimestre «in vista della definitiva attuazione entro la fine della legislatura». Berlusconi non ha specificato quanto verrà tagliato sull'Irpef e quanto sull'Irap. «La ripartizione dei tagli fra le due imposte avverrà in misura ottimale ai fini della crescita». Verrà ridotto il numero delle aliquote e si introdurrà un sistema che terrà conto «dei redditi famigliari e dello stato di bisogno».

IRAP: ci saranno interventi per le imprese più attive sul fronte dell'innovazione tecnologica «con esclusione dalla base di calcolo dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e allo sviluppo». Ci saranno incentivi per favorire la crescita delle piccole e medie imprese «con l'introduzione di sgravi a favore dei processi di concentrazione».

FISCAL DRAG E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA: dal primo gennaio 2006 verrà introdotto un meccanismo correttivo del fiscal drag e la clausola di salvaguardia «per permettere al contribuente di avvalersi del precedente regime se più favorevole».

INCENTIVI ALLE IMPRESE: sarà costituito un fondo rotativo per il sostegno degli investimenti delle imprese, finalizzato «alla concessione di finanziamenti agevolati sotto forma di anticipazioni rimborsabili con piani pluriennali. Il fondo- dice Berlusconi- garantirà un volume di investimenti pari almeno a quello degli anni precedenti. I finanziamenti alle imprese saranno concessi con tasso di interesse agevolato».

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