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La pena di morte è deterrente indispensabile in Iraq

La risposta è del ministro degli esteri iracheno, Hosyar Zebari, dopo che l'Unione Europea aveva sollecitato un'abolizione della pena
BRUXELLES - In Iraq è necessario contare su «deterrenti» per affrontare «le sfide del terrorismo»: lo ha detto il ministro degli esteri iracheno,Hosyar Zebari, rispondendo ad una domanda sulla pena di morte a Baghdad.
«E' necessario avere deterrenti per chi commette atti gravi di terrorismo», ha sottolineato Zebari a Bruxelles dopo un pranzo di lavoro con i ministri degli esteri Ue, sottolineando che «ci deve essere questa possibilità proprio per convincere» i terroristi a non compiere questi atti.
«Capisco il messaggio dell'Ue sulla pena capitale, e tale messaggio mi è stato trasmesso», ha detto il ministro, ricordando la contrarietà dei Venticinque alla pena di morte e sottolineando che «il nuovo Iraq, libero e democratico, che speriamo di costruire dovrebbe evitare di avere la pena di morte».
«Su questo punto la decisione è molto ardua, la questione è sensibile e delicata», ha proseguito il ministro, ribadendo che Baghdad «comprende la posizione dell'Ue e dei paesi democratici che hanno abolito la pena di morte».
Ma - ha aggiunto - l'Iraq «deve confrontarsi con le sfide dei terroristi che uccidono cittadini iracheni, e pertanto il nuovo governo del paese deve intervenire con fermezza, ed essere deciso per tenere la situazione sotto controllo».
«Io stesso ho sempre difeso i diritti umani», ha precisato il ministro sottolineando «la massima simpatia nei confronti della posizione europea, e tuttavia il nostro paese deve misurarsi con una situazione molto dura sul terreno».
«Deve quindi esserci questa possibilità al fine di convincere i terroristi a non portare avanti» tali uccisioni e atti di violenza, ha concluso il ministro.

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