Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:37

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È ricoverato nel cardiocentro Ticino di Lugano, in Svizzera

LUGANO (Svizzera) - Una notte e una mezza giornata di preoccupazione e paura ha vissuto il popolo leghista, prima che il sollievo arrivasse, intorno alle 13, sotto forma di uno stringato bollettino medico diffuso dalla direzione del Cardiocentro Ticino di Lugano, dove Umberto Bossi è ricoverato da venerdì sera in seguito a una «disfunzione cardiocircolatoria». Umberto Bossi
Poche parole («le condizioni del ministro sono soddisfacenti e in miglioramento» e «Bossi resta ricoverato nel Cardiocentro per un'ottimizzazione della terapia») sono rimbalzate via cellulare e sulle onde di Radio Padania, emittente della Lega Nord, rassicurando le migliaia di militanti e simpatizzanti leghisti in ansia per l'ennesimo problema che travaglia la fase di recupero del leader.
Già ieri sera, dopo che si era diffusa la notizia, data dalla Tv privata ticinese "Tele Ticino", che Bossi era stato trasferito dall'ospedale Civico di Lugano alla adiacente struttura specializzata in cardiologia, aveva preso il via il tam-tam della preoccupazione leghista. Poi da stamattina la radio del Carroccio è stata bombardata da telefonate di persone che chiedevano di sapere.
Dopo le 14 la musica è cambiata. C'è chi ha telefonato piangendo di gioia, chi ha pronunciato preghiere in diretta, chi ha esultato. Del resto dall'11 marzo scorso, giorno in cui Bossi venne ricoverato all'ospedale di Varese dopo lo scompenso cardiaco, la radio è diventata il luogo rituale in cui si celebrano gli sconforti e gli entusiasmi leghisti. Dalla radio il popolo del Carroccio ha ascoltato per la prima volta la voce del "capo", il 1° giugno, dopo oltre due mesi di silenzio. Da quelle frequenze ha bevuto avidamente le scarne notizie che i dirigenti del Movimento hanno dato sui progressi e sui trasferimenti di Bossi da una clinica all'altra nella fase di recupero e riabilitazione.
E dalla radio aveva ascoltato la lettura dei bollettini medici, a partire dal primo letto davanti alle telecamere all'ospedale di Varese l'11 marzo, in cui il primario di cardiologia, Jorge Salerno Uriarte, aveva spiegato che il cuore di Bossi «è scompensato e va sottoposto ad adeguato trattamento» per poi aggiungere «Bossi avrà bisogno di avere più cura della sua persona», ricordando che il leader conduceva una vita «piuttosto stressante e faticosa che ha favorito l'insufficienza cardiaca».
Stamani, davanti al Cardiocentro di Lugano, un edificio basso di colore chiaro, sovrastato dall'imponente mole dell'ospedale Civico, c'era un gruppetto di cronisti e di operatori televisivi. Solo qualcuno tra chi entrava a visitare i degenti ha chiesto se ci fossero notizie di Bossi e una signora, che teneva per mano due bambini, guardando le telecamere ha affermato con fare severo «lasciatelo un po'tranquillo quell'uomo».
La serenità del luogo, la cortese ma fermissima riservatezza elvetica non sono però state minimamente turbate dalla presenza della stampa e poco prima delle 13 i medici hanno diffuso un bollettino, in accordo con i familiari, nel quale si spiega che Bossi resta nel Cardiocentro «per un'ottimizzazione della terapia». Inutile chiedere di più. Fabio Rezzonico, direttore sanitario della struttura, si limita a fornire i nomi dei medici curanti: il cardiologo prof. Tiziano Moretti e il cardiochirurgo prof. Francesco Siclari. E del resto il bollettino medico è inequivocabile: «ulteriori informazioni verranno fornite solo tramite comunicato stampa e nel caso vi fosse una evoluzione significativa della situazione clinica».
Bossi comunque, secondo indiscrezioni, dovrebbe tornare a breve nella stanza che occupava fino a venerdì e da oltre una settimana nell'ospedale Civico. Dove era stato trasferito dalla clinica Hildebrand di Brissago, la seconda struttura in terra elvetica in cui il leader leghista si è sottoposto a fisioterapia dopo aver lasciato l'ospedale di Varese con un vero e proprio blitz il 3 maggio scorso.
Accanto a Bossi, come sempre, c'è la moglie Manuela. Ci sono i familiari più stretti, c'è il fratello del leader leghista, e oggi, a fargli visita, come fa ogni settimana, è arrivato a Lugano anche Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda, il dirigente del Carroccio che in questi mesi è stato più vicino a Bossi.
Maurizio Lucchi

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