Lunedì 17 Dicembre 2018 | 12:53

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Italiani in Iraq, distrutti 230.000 ordigni, nessuno di tipo «proibito»

NASSIRIYA - In un anno di missione in Iraq i militari del Genio hanno distrutto qualcosa come 230.000 ordigni di vario genere, nessuno dei quali è però risultato di tipo 'proibito': niente armi chimiche, finora, nei depositi di Saddam smantellati dai soldati italiani.
«In diversi casi sono state fatte analisi su materiale sospetto, ma gli specialisti Nbc (contro la minaccia nucleare, batteriologica e chimica - ndr) non hanno mai evidenziato qualcosa di anomalo», spiega all'Ansa il tenente colonnello Tito Tolla, del 3/o Reggimento Genio guastatori di Udine.
Tra il materiale distrutto dai militari italiani vi sono sia ordigni recuperati in vari depositi clandestini, scoperti attraverso attività investigativa e di intelligence, sia quelli ammucchiati negli innumerevoli depositi del passato regime: nell'area di Tallil ve ne è uno enorme, con 256 tra bunker e casermette. Per avere un'idea del tipo di ordigni sequestrati e distrutti, Tolla illustra le statistiche più recenti: dal 20 maggio, quando è cominciata l'attività del 3/o Genio, al 7 luglio scorso, sono stati 50.937. E il campionario è vastissimo. Il numero più importante - 35.325 - riguarda le granate più piccole, quelle comprese tra 12.7 e 40 millimetri. A seguire le granate superiori ai 40 millimetri: ne sono state distrutte 6.593. Per venire alle armi più usate dalla guerriglia, in un mese e mezzo gli uomini del Genio hanno distrutto 1.290 bombe da mortaio, 1.392 razzi, 13 missili terra-aria, 27 bombe a mano, 41 bombe da fucile, 1.919 mine antiuomo e 88 mine anticarro. Sequestrate e distrutte anche 4.064 spolette, 179 sub-munizioni (ad esempio quelle contenute nelle cosiddette cluster bombs, le bombe a grappolo) e 6 bombe d'aereo, verosimilmente risalenti alla prima guerra del Golfo.
Gli ordigni sequestrati, spiega il tenente colonnello Tolla, non sono generalmente in buono stato di conservazione, salvo quelli che gli stessi miliziani hanno di recente occultato nei loro arsenali: «tuttavia possono sempre essere utilizzati per compiere degli attentati. Costruire un rudimentale ordigno telecomandato non è un'impresa difficile».

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