Martedì 11 Dicembre 2018 | 08:12

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Forti critiche dai capigruppi alla Camera dei Ds (Violante) e dei Verdi (Pecoraro Scanio

Luciano Violante Ds ROMA - «È una manovra distruttiva fatta da un governo incapace. Sostanzialmente, con questa manovra, il Mezzogiorno va alla deriva, come va alla deriva l'economia italiana». Lo afferma il capogruppo Ds alla Camera Luciano Violante commentando la manovra economica presentata oggi dal governo.
«I dati di Bankitalia - dice - ci dicono che oggi si è toccato il livello record di indebitamento della pubblica amministrazione, mai raggiunto nella storia d'Italia: siamo a 1.500 miliardi di Euro di debito. Le entrate sono diminuite, il Mezzogiorno è distrutto. Le previsioni sul condono sono false, perché l'applicazione del condono verrà fatta dalle Regioni e quindi non si sa quanto praticamente si incasserà. Insomma è un disastro, vero e proprio».
E, aggiungendo di ritenere che «stiano maturando le condizioni per cambiare governo», ai cronisti che gli chiedono se di fronte al richiamo dell'Ue una correzione non fosse indispensabile, Violante rileva: «Una correzione sì, ma non l'assassinio dell'economia italiana e del Mezzogiorno. Si possono correggere i conti pubblici dando una prospettiva di sviluppo al Paese, di ripresa dell'economia e di aiuto alle imprese italiane. Così invece si uccide il Mezzogiorno e l'economia italiana. È - conclude - una manovra completamente disastrosa».
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, definisce, con ironia, «un risultato ragguardevole» quello del governo che, nel varare la manovra correttiva dei conti pubblici, è riuscito a fare «peggio di Tremonti».
«Altro che manovra correttiva, qui - protesta Pecoraro - affossano il Mezzogiorno, l'ambiente e la legalità». Inoltre, «sul condono sono recidivi e reiterano l'istigazione a delinquere, trasformando questa misura una tantum, discutibilissima, in azione sistematica che viola il principio di legalità».
In definitiva, la manovra appare al presidente dei Verdi «il gesto disperato di un governo con l'acqua alla gola che per tentare di fare cassa e salvare le poltrone non si fa scrupoli ad aggredire i più deboli: il Sud e l'ambiente».

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