Giovedì 13 Dicembre 2018 | 21:39

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Arafat: è vittoria. Abu Ala: decisione storica.

RAMALLAH - Una immensa soddisfazione per i palestinesi, che vedono il più alto organo giudiziario internazionale dare ragione alla loro protesta contro quello che definiscono il "muro dell'apartheid": senza attendere la fine della lettura del parere consultivo dei giudici dell'Aja, sulla base delle anticipazioni pubblicate già questa mattina dalla stampa, i leader palestinesi hanno subito esultato.
«E' una vittoria per il popolo palestinese e per tutti i popoli liberi del mondo», ha detto raggiante il capo dell'Anp Yasser Arafat. «E' una decisione storica» ha insistito il premier Abu Ala. Certo la presa di posizione della Corte dell'Aja è solo un parere consultivo, senza forza vincolante.
Ma i palestinesi intendono sfruttare a fondo l'arma politica e diplomatica che i giudici internazionali hanno messo ora nelle loro mani e in quelle dei loro alleati del mondo arabo per ottenere dall'Onu sanzioni vere contro lo stato ebraico.
«Il prossimo passo è di chiedere all'Assemblea generale dell'Onu e al Consiglio di Sicurezza di adottare una risoluzione che isoli e punisca Israele» ha affermato Nabil Abu Rudinah, consigliere politico di Yasser Arafat. «Da oggi - ha aggiunto - Israele deve essere considerato uno stato fuori legge: questa decisione provocherà il suo isolamento».
Il ministro per i negoziati Saeb Erekat ha confermato che fra le opzioni che si offrono ora ai dirigenti palestinesi «figura un ricorso al Consiglio di Sicurezza o all'Assemblea generale dell'Onu». «La comunità internazionale deve costringere Israele a rispettare il parere della Corte e a smantellare il muro, altrimenti il regime di occupazione israeliano dovrà essere isolato come avvenne con il regime dell'apartheid sudafricano all'inizio degli anni '70» ha commentato il deputato arabo israeliano Ahmad Tibi.
L'opzione che naturalmente i dirigenti palestinesi preferirebbero a questo punto è che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione di condanna della barriera e ordini a Israele di rimuoverla. Ma questo passo sembra difficilmente realizzabile. Nei giorni scorsi Israele ha chiesto e, sembra, ottenuto dall'amministrazione americana che ponga il suo veto al Palazzo di Vetro se sarà presentata una risoluzione di questo tipo. Resterebbe allora l'ipotesi di una ricorso all'Assemblea generale, che non può produrre pronunciamenti vincolanti, ma nella quale i palestinesi hanno una maggioranza praticamente automatica grazie all'appoggio dei paesi del Terzo mondo.

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