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Moody's conferma il rating dell'Italia

ROMA - Dopo la bocciatura arrivata ieri da Standard & Poor's oggi una indicazione di segno opposto è arrivata da Moody's, che non solo non ha ridotto il suo rating sul debito italiano, ma si è anche detta convinta che i nostri conti pubblici sono sotto controllo. Per questo ha confermato ad Aa2 il rating assegnato all'Italia, ribadendo anche l'outlook stabile per il debito pubblico in euro o in valuta.
I pareri delle due agenzie internazionali, che nel 1993 avevano concordato nel ritoccare al ribasso il rating assegnato al nostro paese, sono quindi questa volta risultati divergenti. A differenza di S&P, Moody's ha confermato il giudizio di due anni fa, quando alzò il rating sul debito da AA3 a AA2. E agli allarmi lanciati ieri ha replicato con una rinnovata fiducia accordata all'Italia, dicendosi certa che i miglioramenti nei conti pubblici riscontrati negli ultimi anni proseguiranno anche sul lungo termine, nonostante qualche possibile ma «occasionale rovescio».
La decisione era stata di fatto già preannunciata nella giornata di ieri, quando di fronte al declassamento di S&P, Moody's aveva ribadito la sua scelta: «stiamo seguendo l'Italia come ogni altro Paese - avevano osservato gli analisti - Al momento non c'e alcuna pressione sul rating». Prima di modificare il giudizio, l'agenzia ritiene infatti indispensabile capire «se vi saranno le nuove politiche economiche» del Governo «e valutarne gli eventuali impatti».
Da qui la scelta di evitare qualsiasi ritocco. «Un fattore importante a sostegno del rating è stato il calo del debito pubblico, sceso al 106,2% del pil nel 2003 dal 123,2% del 1995», spiega l'agenzia. Il rallentamento nel miglioramento dei parametri dei conti pubblici italiani, che pure c'è stato, è avvenuto «in tandem con il rallentamento della crescita economica iniziato nel 2001». Ma la ripresa dell'economia dovrebbe invertire la tendenza, dando fiato anche ai conti pubblici. Moody's prevede infatti che nel medio termine si assisterà ad «una crescita nominale del Pil superiore alla dimensione del deficit pubblico, che ritiene resterà vicino al 3% del Pil». La conseguenza sarà che i parametri dei conti pubblici italiani «continueranno il loro miglioramento di lungo termine malgrado occasionali rovesci di breve durata».
Come Standard & Poor's anche Moody's sollecita la rapida attuazione di importanti riforme strutturali, ma l'incertezza politica che ha compromesso il giudizio annunciato ieri da S&P non rappresenta questa volta un fattore determinante. «Malgrado l'Italia abbia bisogno di attuare importanti riforme strutturali, Moody's - sottolinea l'agenzia - crede che la vivace democrazia italiana sarà capace di adottare misure appropriate prima che si deteriori seriamente la dinamica dell'indebitamento pubblico». Quindi, «a meno che non ci sia un significativo cambio di direzione della politica di bilancio italiana, cosa che non è attesa, - conclude - il rating Aa2 resta stabile».

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