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Standard & Poor's ha ridotto il rating sul debito pubblico italiano

ROMA - Standard & Poor's ha ridotto il rating sul debito pubblico italiano portandolo dal precedente "AA" ad "AA-". La prospettiva è stabile. La decisione, spiega l'agenzia di rating,è dovuta «al deterioramento dei conti pubblici sia nel 2004 che nel prossimo futuro».
Il rating sul debito a breve termine è stato invece confermato a 'A-1+'. «Le difficoltà della coalizione di governo ad affrontare gli squilibri di bilancio non favoriscono la prospettiva di migliorare la debole situazione della finanza pubblica italiana e ottenere miglioramenti strutturali duraturi di bilancio», scrive S&P che porta a stabile l'outlook spiegando di attendere dal Governo azioni di contenimento del debito. E, sottolinea che, anche in caso di una crescita del 2% nel 2006 e negli anni successivi, dopo l'1,2% previsto per quest'anno, «rimane la necessità di aggiustamenti di bilancio». Lo precisa nella nota Moritz Kraemer, analista della società, spiegando che un incremento del debito e ed un fallimento anche per quanto riguarda il contenimento della spesa per le pensioni, creerebbe le condizioni per nuove pressioni sull'Italia negli anni prossimi. Al contrario - si legge ancora nella nota - l'attuale rating potrebbe essere rivisto al rialzo nel caso fossero messe a punto politiche mirate ad un ritorno strutturale ad un surplus dell'avanzo primario sui livelli degli anni '90.
La manovra sui conti pubblici che il governo si prepara ad approvare non sarà sufficiente a contenere il deficit sotto il limite del 3% del pil. Secondo S&P, la correzione da 7,5 miliardi, pari allo 0,6% del pil, «potrebbe limitare l'incremento del deficit al 3,1% del pil nel 2004». Questo se le misure fossero «completamente attuate», sottolinea S&P che parla anche di «entrate aggiuntive legate alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e alle privatizzazioni». Il debito pubblico si attesterebbe al 105,6%.
Il deficit pubblico italiano «è salito significativamente nel 2004 e un ulteriore accrescimento è prevedibile nel 2005 se saranno attuati i previsti ambiziosi tagli delle tasse per circa 12 miliardi di euro (0,9% del pil)», ha spiegato l'analista di S&P Moritz Kraemer. Secondo l'agenzia di rating, «se i previsti tagli fiscali non saranno accompagnati da una adeguata riduzione delle spese, il deficit potrebbe schizzare fino al 4% nel 2005 e nel 2006, mentre l'avanzo primario potrebbe scendere sotto l'1,5% del pil». Per S&P per circa dieci anni il debito pubblico resterà inchiodato intorno al 105% del pil.
Piazza Affari in peggioramento dopo il taglio al rating italiano. Il Mibtel cede lo 0,22% a 20.870 punti, mentre il Mib30 è in flessione dello 0,31% a quota 27.861.

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