Sabato 15 Dicembre 2018 | 11:55

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Donna sgozzata a Genova - Presunto omicida: «Non ricordo»

GENOVA - Era seduto in uno scompartimento del treno che da Fossano, nel Cuneese, era diretto a Savona. Così lo hanno trovato gli agenti della squadra mobile di Genova che da ieri lo stavano attivamente cercando: solo, calmo, apparentemente sereno. Franco Berta, 46 anni, ritenuto l'autore dell'omicidio della sua convivente Elena Rizzo, si è lasciato ammanettare senza una minima reazione. Si è limitato a dire di non ricordare nulla di quanto accaduto.
La sua cattura è avvenuta nel pomeriggio di oggi nei pressi di San Giuseppe di Cairo, località dell'entroterra savonese, dove i poliziotti hanno intercettato il treno sul quale pensavano si nascondesse il fuggitivo. A lui gli agenti della squadra mobile genovese erano arrivati attraverso le telefonate che l'uomo ha fatto ripetutamente, sempre da cabine telefoniche dislocate nella periferia torinese, durante la giornata alla ex moglie. Telefonate disperate, nel corso delle quali Berta cercava conforto e protezione. Telefonate sconclusionate, piene di lacrime ma anche di minacce, di giustificazioni ma anche di accuse.
Sono state molte le chiamate che l'uomo ha fatto alla madre di suo figlio e sempre la donna ha cercato di convincerlo a costituirsi, ad abbandonare quel folle tentativo di fuga. Franco Berta non ha però mai ammesso il delitto, neppure di fronte alle contestazioni dell'ex moglie.
Questo pomeriggio, nel corso dell'ultima telefonata, gli agenti che tenevano sotto controllo la linea hanno capito che l'uomo si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Fossano, nel Basso Piemonte. Da un rapido controllo con le Ferrovie hanno scoperto che a quella stessa ora era previsto in partenza da Fossano un treno diretto a Savona. Intuendo un possibile percorso del fuggitivo hanno perciò intercettato il convoglio alla stazione di San Giuseppe di Cairo e lo hanno ispezionato. Franco Berta se ne stava seduto nello scompartimento, tranquillo, come se nulla fosse accaduto. Aveva gli abiti in ordine, puliti, segno che dopo il delitto, consumato probabilmente nelle primissime ore di ieri, aveva avuto il tempo di cambiarsi ed allontanarsi dalla città, prima di confessare con un messaggio sul cellulare dell'ex moglie che «questa volta ho fatto davvero male ad Elena».

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