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Ciò che Tremonti non ci ha detto. Ecco i rincari che aveva in programma

ROMA - Rincaro delle sigarette e aumento dell' imposta sostitutiva sui mutui per l' acquisto della seconda casa. E poi: aggravio Irap per banche e assicurazioni, interventi sulle cooperative e proroga del blocco per le assunzioni di Comuni e Province fino a tutto dicembre 2004.
E' questa la parte non ancora svelata della «vecchia» manovra correttiva messa a punto dall' ex ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Il «testo completo» - come riporta una dicitura sulla prima pagina della bozza di provvedimento - non si limitava ai 15 articoli consegnati ieri alla stampa dall' ex ministro, relativi alla riduzione delle tasse. Ma ne comprendeva altri otto, nei quali era articolata la manovra correttiva per centrare gli obiettivi di deficit, anche con alcuni aggravi fiscali.
La prima voce toccata era quella relativa all' imposta sostitutiva che si paga per accendere un mutuo immobiliare, ma solo in relazione all' acquisto delle seconde case. In questo caso - è scritto nell' articolo - l' aliquota «si applica nella misura del 2%» contro lo 0,25% attuale.
Il secondo tassello dei rincari fiscali riguarda invece l' accisa delle sigarette. Il rincaro sarebbe dovuto scattare dal primo luglio, rideterminando l' accisa in funzione delle sigarette più vendute. Ma poi era previsto un ulteriore maggiorazione con l' obiettivo di incassare 400 milioni di euro entro il 31 dicembre 2005.
La manovra prevedeva quindi tre articoli relativi alle cooperative, agli enti non commerciali e all' Irap di banche e assicurazioni. Modifiche normative sarebbero poi state introdotte per agevolare la costituzione di fondi d' investimento immobiliare con l' apporto di beni pubblici.
E' l' articolo 22 quello del taglio delle spese per fare cassa già nel 2004, e poi anche nel biennio successivo. L' intestazione parla infatti di «interventi correttivi di finanza pubblica». Oltre a riduzioni per la cosiddetta Visco Sud e per il Bonus assunzioni, con la soppressione di alcuni crediti d' imposta a partire dal primo gennaio 2005, l' articolo prevedeva anche revoche per gli incentivi alla 488 per 700 milioni, riduzioni del fondo per le aree sottoutilizzate di soli 100 milioni nel 2004 e di 2,2 e 3,2 miliardi per il 2005 e 2006. Tagli erano poi previsti per i consumi intermedi (-15%) e per gli investimenti fissi (-30%) dei ministeri, con esclusioni di scuola, sanità e sicurezza. Gli investimenti per la difesa sarebbero stati tagliati solo del 25%. Il decreto prevedeva riduzioni del 15% anche per i residui di stanziamenti, nonchè tagli per Fs, Anas, fondi per i Paesi in via di sviluppo. Un intervento era previsto anche per prorogare il blocco delle assunzioni per Comuni e Province (blocco che è scaduto il primo luglio), accompagnando questa manovra anche con una riduzione complessiva di 100 milioni del fondo per le assunzioni di personale. Sotto la mannaia del provvedimento finivano infine anche gli incarichi di consulenza (riduzione del 15% della spesa), le missioni all' estero e le spese di rappresentanza.

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