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Siti internet per gestire appuntamenti delle prostitute, fermati rumeni e moldavi

VERONA - Rozzi seviziatori, ma anche esperti della tecnologia internet usata al servizio della prostituzione. E' il duplice profilo di un'organizzazione di rumeni e moldavi che sfruttavano, seviziandole, giovani connazionali che facevano prostituire in appartamenti di Verona. A sgominarla i carabinieri del comando provinciale, con un'operazione che ha condotto a quattro fermi e altrettante denunce a piede libero.
Le indagini erano iniziate nel maggio scorso, con la denuncia di una 27enne rumena che aveva chiesto aiuto prima ad un cliente e poi ad un parroco del veronese. La donna aveva raccontato ai carabinieri di San Martino Buon Albergo le ripetute violenze e sevizie subite, dopo aver pur volontariamente lasciato il suo paese per dedicarsi alla prostituzione.
In carcere sono finiti tre rumeni - Magdoln Nagy, una donna di 28 anni, Eleodor Pencu (22), Nicolae Dumitrescu (24) - ed una moldava, Liliana Tocari (33), accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La Nagy e Pencu sono accusati anche di sequestro di persona, violenza sessuale e di gruppo, e gli altri due di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Nel corso delle indagini, i militari hanno inoltre denunciato altre quattro persone, un rumeno e tre moldavi, collegate al primo gruppo e indagate sempre per reati legati alla prostituzione. Uno di loro, patrigno della Nagy, è accusato anche di violenza sessuale nei confronti della ragazza fuggita al controllo della banda.
I carabinieri hanno sequestrato al gruppo di stranieri numerose tessere di «internet-point», con le quali venivano creati i siti dove l'organizzazione inseriva le foto e il numero di cellulare delle ragazze offerte per le prestazioni sessuali.
La rumena fuggita agli aguzzini - ora in una struttura protetta - ha raccontato di essere stata anche messa «in vendita» ad un certo punto, per 5000 euro, in una trattativa che però non si era chiusa. La ragazza ha ammesso di aver accettato lei stessa, in patria, di posare per foto che dovevano agevolarne il suo arrivo in Italia allo scopo di prostituirsi. Ma non immaginava che la sua avventura si sarebbe trasformata in un tale calvario. Su di lei i medici hanno riscontrato tracce di politraumi, bruciature anche sui seni e sevizie sessuali.

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