Martedì 11 Dicembre 2018 | 16:16

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Iraq - Nuovo governatore Nassiriya favorevole alla pena di morte e dice: italiani restate

NASSIRIYA - Il nuovo governatore di Nassiriya, Sabri Hamid Al Rumayad, è favorevole alla reintroduzione della pena di morte in Iraq.
«La condanna a morte - ha detto Rumayad in una conferenza stampa con alcuni giornalisti italiani - già esisteva nella nostra legge, per certi delitti. Poi è arrivata l'operazione "Iraqi Freedom" e questa legge è stata sospesa, ma io sono favorevole alla pena di morte».
Secondo il governatore, che è subentrato in queste ore al responsabile dell' Autorità provvisoria della coalizione, l'italiana Barbara Contini, «ci sono molte persone che, con i loro crimini, danneggiano tutto il nostro popolo, come ad esempio i terroristi che agiscono nell' area di Baghdad. Per questo non solo io, ma tutta la mia gente, siamo favorevoli a che certi reati vengano sanzionati con la pena di morte. Lo dice anche il Corano».
Il nuovo Governatore di Nassiriya, Sabri Hamid Al Rumayad, chiede ai militari italiani di non andarsene, perchè il loro aiuto «è ancora necessario». Al tempo stesso chiede per i suoi uomini «armi più pesanti, perchè i kalashnikov non bastano a contrastare il nemico».
Il successore della governatrice, Barbara Contini, parlando oggi con alcuni giornalisti italiani, ha ringraziato il generale, Corrado Dalvini e i militari del contingente per l' aiuto dato finora. «Ma noi - ha aggiunto - abbiamo ancora bisogno dei nostri amici italiani. Abbiamo bisogno del loro aiuto, sia per la nostra sicurezza, sia per addestrare l' esercito e la polizia, sia per la crescita economica della Provincia».
Sul dibattito politico in corso in Italia, riguardo alla permanenza dei militari in Iraq, il Governatore non si sbilancia: «E' la vostra politica, non è affare nostro. Non possiamo parlare di cose che non ci riguardano».
Tra le priorità che intende affrontare c'è la sicurezza della Provincia infestata da criminali comuni e da terroristi. E, a questo riguardo, chiede anche agli italiani «armi più pesanti». «Le armi - ha sottolineato - sono un grande problema. Se ci verranno fornite armi più pesanti, non ci sarà più la criminalità. In questo momento le nostre forze di sicurezza e i nostri soldati hanno solo kalashnikov. E' un errore continuare così».

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