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San Severino Lucano

San Severino Lucano è di recente fondazione. «Credo che sorse nel periodo dei primi venti anni del secolo XVI» scrisse il Raccioppi uno dei massimi storici locali e il barone Giuseppe Antonini nel suo volume «Lucania» del 1745, affermava essere San Severino «paese nuovamente fabbricato». San Severino fu fondata nel feudo dei Sanseverino, in un punto di straordinaria bellezza naturale e perciò i suoi monumenti sono le montagne, le foreste i corsi d'acqua. Le prime case del borgo, risalente tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500 furono costituite da un nucleo di persone che avevano anche un curato, come si evince da un documento ecclesiastico del 1526. A costoro si aggiunsero, secondo voci della tradizione popolare, esuli di Castelsaraceno. Il feudo fu poi donato ai monaci Cistercensi del Sagittario che costruirono un'abbazia i cui resti costituiscono un importante monumento per il paese diventato municipio dal 1806.
Gli astrofiliIi chiamano San Severino «paese delle stelle» perché per l'assenza totale di smog e di inquinamento luminoso, vi si può osservare in modo ottimale il cielo.
Da visitare angoli e vicoli del paese vecchio e nella frazione di Mezzana, il museo della civiltà artigiana. Il paese delle stelle è stato chiamato San Severino dagli astrofili perché per l'assenza totale di smog e di inquinamento luminoso vi si può osservare in modo ottimale il cielo tant'è che a cura della Pro loco da tre anni vi si tiene il raduno degli astrofili. L'appuntamento di quest'anno è fissato dal 28 al 31 luglio.
Anche a San Severino si organizzano le visite al parco Nazionale del Pollino. Con i suoi 196 mila ettari è una delle aree protette più grandi d'Europa. E' costituito dai Monti dell'Orsomarso, e da una catena montuosa le cui cime più importanti sono la Dolcedorme (2.267 m.), il Pollino (2.248 m.), la Serra del Prete (2.181 m.), la Serra delle Ciavole (2.127 m.), la Serra di Crispo (2.053 m.), il Monte Manfriana (1981 m.). Montagne con caratteristiche meridionali, mediterranee e alpine per cui vi sono banchi calcarei, cime arrotondate, ma anche pareti a picco, torrenti tumultuosi come il Frido, il Peschiera e il Sarmento affluenti del Sinni e stupendi canyon come quelli del Raganello e del Lao e i piani del Pollino, di Ruggio e di Iannace, testimonianze di antiche glaciazioni e perciò ricchi di depositi morenici.
Alle falde delle montagne vi sono 56 paesi, 24 sul versante della Basilicata e 32 su quello calabro. Il nome Pollino deriverebbe dal latino «pullus», giovane animale, da cui «Mons Pollinus» cioè monte dei giovani animali. Oppure, ipotesi ancor più suggestiva, da «Mons Apollineus», monte Apollo, dio della salute per la presenza nelle radure e nei sottobosco del Pollino, di tante piante medicinali.
Dove dormire e pranzare: tra alberghi, pensioni, agriturismi, ristoranti ed osterie intestati a briganti, boschi, fiori, a tane di animali l'ospitalità è ben garantita e sapida è la cucina lucano calabra a base il maiale. E poi prosciutti di montagna e le soppressate, polpette di pane e salsiccia, carni di agnello e di capretto. I primi patti sono di pasta fresca fatta in casa come i fusilli tirati con il ferretto di ombrello, le orecchiette che qui chiamano «rascatielli» a volte fatti anche con farina di legumi, anziché di semola e conditi con ragù di carne o con i funghi e peperoncino che mai manca nelle pietanze lucane. Una pietanza che si dice piacesse avere in tavola Federico II di Svevia, l'«ingrattonato» a base di interiora. I vini migliori sono quelli provenienti da Chiaromonte, Senise, Latronico e Castrovillari. I dolci: il sanguinaccio, le torte ripiene di castagne o a base di miele.

Prefisso telefonico: 0973
Informazioni: Pro loco 576332,
Comune 576061
Don Camillo Perrone 576040
Gaia Naturambiente tel. 0973-576172.
Hotel Paradiso 576586, Gioia 576171, La Vecchia Cantina 576234, Residenza delle Rose 570164, Boscomagnano 576472, La Grotta Bianca, La Taverna del Brigante, Torre Vecchia.

v.s.

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