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Raid Usa a Falluja: è caccia ad al Zarqawi

FALLUJA (IRAQ)- Sette persone sono morte e 17 ferite nel raid compiuto la notte scorsa a Falluja dalle forze americane, che ha raso al suolo un edificio ritenuto un covo della rete terroristica di al Zarqawi, e negli scontri tra marine e guerriglieri iracheni nella stessa città sunnita a ovest di Baghdad. Lo affermano fonti ospedaliere di Falluja. Non ci sono indicazioni che Zarqawi fosse nell'edificio, andato completamente distrutto, al momento dell'attacco. Non si sa se il bilancio delle vittime sia definitivo.
Successivamente, c'è stato un nuovo raid. L'esercito americano ha confermato che è stato attaccato un covo della rete di Al Zarqawi in un quartiere di Falluja. «Il 30 giugno, forze multinazionali hanno condotto un nuovo attacco contro un noto covo della rete di Zarqawi nel sudovest di Falluja, sulla base di molteplici conferme dell'intelligence irachena e internazionale», ha affermato in un comunicato il generale Mark Kimmitt, vicecomandante delle operazioni delle Forze Usa in Iraq.
Secondo alcuni testimoni, nell'attacco sono state uccise quattro persone, i cui cadaveri sono stati estratti dalle macerie dell'edificio colpito dal missile lanciato da un aereo. «La casa è andata completamente distrutta (...) l'attacco ha lasciato un grande cratere dove c'era l'edificio», ha detto un residente.
Il comunicato militare ribadisce quanto già affermato in occasione di precedenti raid contro colui che è considerato il capo di Al Qaida in Iraq: «Ogni qualvolta e dovunque troveremo elementi della rete di Zarqawi, li attaccheremo».
Secondo testimoni, d'altra parte, nella zona di orientale di Falluja vi sono stati nelle ultime ore scontri a fuoco, a colpi di armi di piccolo calibro e di mortai, tra truppe Usa e guerriglieri. I combattimenti - dei quali l'esercito Usa non ha fatto menzione - continuavano in nottata, ma non si ha notizia di vittime. Non ci sono indicazioni che Zarqawi fosse nell'edificio al momento dell' attacco. I soccorritori scavano tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti.
Abu Musab al Zarqawi , sul cui capo gli Stati Uniti hanno posto una taglia di 25 milioni di dollari, pari a quella su Osama bin Laden, è sospettato di una lunga serie di attentati in Iraq, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, e sarebbe stato, fra l'altro, il boia di Nick Berg, l'ostaggio americano decapitato a maggio, come ritorsione per gli abusi su detenuti iracheni da parte di militari americani. Ha rivendicato la responsabilità di diversi attacchi e attentati, che hanno causato decine di morti, oltre alla decapitazione dell'ostaggio sudcoreano.

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