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«Sono state sbagliate le stime sulle entrate»

ROMA - Due giorni di lavoro serrato, con una coda di attesa per gli esiti dell'incontro fra Gianfranco Fini e il premier Silvio Berlusconi, e infine è pubblico il documento economico di An. Il risultato del lavoro della consulta economica, contenuto in un agile documento di 13 pagine, traccia le proposte di indirizzo che saranno sul tavolo della verifica di governo, ma le fa precedere da una requisitoria dura e «senza peli sulla lingua», come dice Ignazio La Russa, sullo stato dei conti pubblici e sulle scelte, e le analisi, fin qui compiute, in tema di politica economica. Una requisitoria che in modo nemmeno tanto velato chiama in causa l'inquilino di via XX Settembre.
È una critica che non risparmia nulla, quella di An. A cominciare dall'allarme per la tenuta dei conti e per il rispetto del patto di stabilità senza interventi strutturali. Ma punta anche il dito sulla strategia fin qui scelta, sostenendo che «proseguire in una politica di bilancio che si limiti ad affrontare le difficoltà con tagli e misure finanziarie aspettando la ripresa è una strategia ormai inadeguata». E infine un'accusa sulle stime e le previsioni di entrate formulate dal dicastero dell'Economia, a cominciare da quelle previste per il condono edilizio. Il peggioramento del deficit per il 2004, dice An, è legato anche «al non realizzarsi pienamente delle stime sui provvedimenti di entrate straordinarie (condono edilizio e concordato preventivo) e da una eccessiva dinamica della spesa per acquisti di beni e servizi della pubblica amministrazione».
Poi, nella parte propositiva, An concentra l'attenzione sul Mezzogiorno, anche con la selezione delle infrastrutture e incentivi fiscali agli investimenti; alla ricerca e l'innovazione, alla riforma fiscale che privilegi i redditi medi e le famiglie e le imprese che investono in innovazione e ricerca. In serata Giulio Tremonti risponde con fair play, senza negarsi una frecciatina maliziosa. Il documento di An «è una buona base di discussione», nel quale il ministro si ritrova e del resto, «ne ho discusso per settimane con il vice ministro Mario Baldassarri», il vice ministro dell'Economia di An.
Pronta la replica di Fini. «Sono lieto che Tremonti giudichi il documento di Alleanza Nazionale una buona base di discussione: spero sia coerente e pertanto contribuisca a far sì che la maggioranza dopo averlo discusso collegialmente lo condivida; che il Consiglio dei ministri lo approvi come linee guida per il Dpef e l'indispensabile confronto con le parti sociali». In realtà, spiegano alcuni dei partecipanti ai lavori della consulta di An, il tono del documento punta a dare indicazioni precise sulla strada da seguire, con il varo della manovra correttiva e poi con il Dpef e la riforma fiscale, ma vuole anche lanciare un segnale preciso al dicastero dell'Economia: servono indicazioni chiare e trasparenti sulla situazione economica e finanziaria del paese, basta con le previsioni ottimistiche che, ormai da tre anni, vengono sistematicamente smentite dalla realtà. Nel pomeriggio, Fini porta al premier il risultato dei due giorni di lavoro degli esperti economici di via della Scrofa. Questo è l'indirizzo che An vuole sia data da ora in poi alla politica economica, questo è quanto si attende venga preso in considerazione a partire dal Consiglio dei ministri di sabato. La consulta economica attende a Palazzo Chigi il rientro del vicepremier per la limatura definitiva del testo. Circola l'ipotesi che una versione più "dura" del documento (quella infine resa pubblica) sia stata tenuta in serbo in caso di un incontro non positivo con Berlusconi. Ma chi ha partecipato alla riunione smentisce: il testo era così definito già da questa mattina, non ci sono stati ritocchi, comunque sia andato il faccia a faccia in via del Plebiscito.
Carmen Carlucci

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