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La «nuova Giustizia»: concorso unico e carriere separate

ROMA - Concorso unico per accedere alla magistratura, ma obbligo di indicare da subito quale funzione si intende scegliere: se quella di Pm o quella di giudice. Scelta definitiva poi, non più revocabile, dopo cinque anni. Niente più doppi incarichi. E' questa la principale novità contenuta nel testo di riforma dell' ordinamento giudiziario approvato oggi dalla Camera e che torna al Senato. Il ministro potrà dare il parere sul conferimento degli incarichi direttivi e potrà partecipare alle udienze disciplinari tramite i magistrati dell' ispettorato. E stabilisce la selezione per titoli per l'avanzamento di carriera.
- PM O GIUDICE, UNA SCELTA PER SEMPRE - Il magistrato dopo cinque anni di servizio, due dei quali, come uditore, dovrà scegliere se fare il Pm o il giudice. Per cambiare funzione si dovrà sostenere un esame orale e si dovrà frequentare un corso di formazione presso la Scuola della magistratura e ottenere una valutazione positiva. Ma soprattutto si dovrà cambiare distretto giudiziario. La scelta diventa irrevocabile.
- ESAME OBBLIGATORIO PER CONSIGLIERE DI CASSAZIONE A MENO CHE NON SI PROVENGA DAL MINISTERO - Solo per diventare Consigliere di Cassazione senza passare per la funzione di magistrato d'appello, l'esame sarà obbligatorio. Unica eccezione i magistrati ai vertici del ministero.
- INCARICHI DIRETTIVI - La norma prevede che possa ricoprire incarichi direttivi chi può garantire almeno quattro anni prima di andare a riposo. In più si deve aver frequentato (con giudizio favorevole) un corso di formazione presso la Scuola della magistratura riportando una valutazione positiva nel concorso per titoli. E si prevede che si faccia un esame a campione dei provvedimenti del magistrato e si dia la possibilità all'interessato di fare una sorta di autorelazione. Si dovrà tenere conto della complessità dei procedimenti trattati e degli esiti dei provvedimenti. Si potrà fare una comparazione tra il lavoro del magistrato e quello prodotto dall'intero ufficio tenendo presente anche la media nazionale. Si propone di effettuare tale valutazione per titoli senza che la commissione esaminatrice (composta da magistrati e professori universitari) conosca il nome del candidato. Per affidare un incarico direttivo si dovrà tener presente la laboriosità del magistrato e la sua capacità organizzativa.
- IL MINISTRO POTRA' RICORRERE CONTRO INCARICHI DIRETTIVI - Il ministro della Giustizia potrà ricorrere contro il conferimento di incarichi direttivi decisi in contrasto con il suo parere. E gli incarichi direttivi non potranno durare più di quattro anni. Rinnovabili, su domanda, di altri due anni.
- COLLOCAMENTO FUORI RUOLO - Il collocamento fuori ruolo avrà una durata limitata: non più di dieci anni per i magistrati in servizio presso il ministero e non più di cinque in tutti gli altri casi. Se vengono superati determinati periodi di collocamento fuori ruolo non si potrà aspirare ai massimi livelli di retribuzione.
- PROCURATORE CAPO - Figura centrale: determina i criteri di organizzazione dell'ufficio e di assegnazione dei procedimenti ai procuratori aggiunti o ai magistrati del proprio ufficio. E può revocare l'assegnazione, in caso di divergenze o inosservanza dei criteri indicati, inviando al Procuratore generale della Cassazione il provvedimento di revoca e le sue valutazioni sull' operato del magistrato. Il Procuratore Capo dovrà segnalare obbligatoriamente al Consiglio Giudiziario i comportamenti che contrastano con le sue disposizioni.
- ISCRIZIONE A MOVIMENTI POLITICI - I magistrati non potranno iscriversi a partiti politici né essere coinvolti in attività di centri politici o affaristici che ne possano condizionare l'esercizio delle funzioni o appannarne l'immagine.
- ATTENZIONE ALLE INTERVISTE - Le interviste che riguardano i soggetti coinvolti nei processi in corso o già conclusi saranno considerate illecito disciplinare. E la sollecitazione a pubblicare una determinata notizia relativa al proprio ufficio.
- PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - In caso di procedimento disciplinare per fatti gravi il Csm può disporre in via cautelare e provvisoria il trasferimento o la destinazione ad altre funzioni. L'azione disciplinare può essere promossa entro due anni dalla notizia del fatto.
- AL PG CASSAZIONE ANCHE ATTI COPERTI DA SEGRETO INVESTIGATIVO - Il Pg della Cassazione può acquisire atti coperti da segreto investigativo e il Guardasigilli può esercitare la facoltà di partecipare all'udienza delegando un magistrato dell'Ispettorato che può presentare memorie, esaminare testi, consulenti e periti e interrogare l'accusato. Soltanto se il Procuratore della Repubblica avverte che dalla pubblicizzazione di tali atti può esserci «grave pregiudizio» per le indagini, il PG della Cassazione può disporre che gli atti restino segreti per almeno sei mesi. Sospendendo parallelamente l'azione disciplinare.
- CANCELLATI I SOPRANNUMERO - Dal testo della riforma dell'ordinamento giudiziario è stato cancellato il cosiddetto «soprannumero»: si tratta della modifica più rilevante contenuta nel maxiemendamento sul quale il governo ha chiesto la fiducia alla Camera. In sostanza viene abolito il meccanismo in base al quale il magistrato poteva risultare in «soprannumero» rispetto alla pianta organica in caso di cambiamenti di funzione o di rientro dopo un incarico direttivo o fuori ruolo.
- AVOCAZIONE - Sono stati cancellati anche i tre casi di avocazione per la procura generale e questa modifica, fanno notare dalla maggioranza, ha il significato di un «allentamento della gerarchizzazione». I casi riguardavano la violazione dei termini di durata delle indagini preliminari e di accertata, grave e reiterata violazione di disposizioni processuali, nonché di norme, procedure e provvedimenti in tema di coordinamento tra procure in caso di indagini collegate o di particolare complessità.
- CONSIGLI GIUDIZIARI - La norma è stata corretta precisando che nei Consigli Giudiziari con meno di 350 magistrati (in cui, con la legge in vigore, togati e «laici» erano pari), la maggioranza spetta ai togati. Inoltre i consigli non approveranno più le tabelle dell'organizzazione degli uffici, prerogativa che spetta al Csm, ma potranno esprimere un parere.

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