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Una missione targata anche Bari e Lecce

Sulla sonda Cassini, nel contributo italiano alla parte scientifica della missione, è bem n rappresentata anche la Puglia. Ne sono coinvolte le Università di Bari e Lecce.
L'Università di Bari è coinvolta con un team scientifico e dal fatto che a proporre la partecipazione italiana alla missione fu all'inizio degli anni novanta il professor Luciano Guerriero, docente dell'Università di Bari e all'epoca Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.
C'è anche un team scientifico di Lecce, che pur non essendo direttamente coinvolto nella missione Cassini, ha comunque fornito il suo importante contributo. Il gruppo leccese aveva iniziato a lavorare per la missione Mars 96 diretta a Marte, iniziando la collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea per altre missioni interplanetarie come la Mars Express, Rosetta e per la costruenda Venus Express.
Il Gruppo di Ricerca di Bari per la Missione Cassini lavora invece presso il
Dipartimento Interateneo di Fisica "Michelangelo Merlin" del Politecnico di Bari e dell'Università degli Studi di Bari.
Il Responsabile Scientifico, Francesco Posa, è Professore Ordinario di Fisica Sperimentale della Prima Facoltà d'Ingegneria del Politecnico di Bari.
Abbiamo chiesto a Posa di descriverci il contributo dell'ateneo barese alla missione che sta per raggiungere l'orbita di Saturno.
«Il Gruppo di Bari - spiega lo scienziato barese - è impegnato nell'analisi delle immagini Radar che saranno acquisite dalla Missione Cassini durante i suoi passaggi intorno al più grande dei satelliti di Saturno, Titano, che inizieranno il 29 ottobre prossimo e si ripeteranno nell'arco di quattro anni. Si ricaveranno così informazioni fondamentali sulla natura della superficie di Titano che si suppone sia costituita da oceani di idrocarburi e terre emerse. Si verificherà così l'ipotesi che le condizioni ambientali del satellite corrispondono a quelle della Terra primordiale di 4 miliardi di anni fa»
Da quanto tempo siete impegnati su Cassini? - chiediamo.
«Dal 1992 - dice il professor Posa - anno in cui fu presentata la proposta scientifica; finalmente fra pochi mesi avremo la soddisfazione di veder coronato oltre un decennio di sforzi che sono stati possibili grazie al costante supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana».
«A riconoscimento della rilevanza scientifica barese nel settore spaziale - aggiunge Posa - il Dipartimento Interateneo di Fisica, per le attività spaziali, riceve consistenti finanziamenti dall'Unione Europea, dall'ESA e dall'ASI. Inoltre il mercato del lavoro offre ancora oggi buone prospettive per i nostri giovani laureati del settore spaziale».
Antonio Lo Campo

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