Martedì 26 Gennaio 2021 | 17:32

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La Corte europea respinge lo stop al trasferimento

BRUXELLES - La Corte europea per i diritti umani di Strasburgo ha deciso di non accogliere la domanda presentata dai legali di Saddam Hussein che hanno chiesto di impedire alla Gran Bretagna di consegnare l'ex dittatore al governo provvisorio iracheno. Gli avvocati del rais di Baghdad avevano chiesto una misura provvisoria per impedire il trasferimento fino a quando il governo iracheno non avesse fornito garanzie adeguate che Saddam non sarebbe stato esposto al rischio di pena di morte. I legali di Saddam Hussein avevano inoltrato la richiesta alla Corte europea dei diritti umani, creata dai paesi membri del Consiglio d'Europa (tra cui anche la Gran Bretagna), perché proibisse al Regno Unito «di aiutare, dare il proprio accordo o assenso o di partecipare concretamente in qualsiasi altra maniera, attraverso atti o omissioni, al trasferimento del richiedente sotto la responsabilità del governo provvisorio iracheno».
La richiesta era basata sull'articolo 2 (diritto alla vita) e sull'articolo 3 (proibizione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti) della Convezione europea dei diritti umani, nonché su alcuni protocolli della stessa Convenzione che prevedono l'abolizione della pena di morte in tempo di pace e in tutte le circostanze.
Secondo gli avvocati, le disposizioni citate impongono alla Gran Bretagna, in quanto paese membro del Consiglio d'Europa e firmatario della Convenzione, di far sì che gli individui non siano esposti alla pena capitale e quindi di non consegnare fisicamente o giuridicamente delle persone ad uno Stato o un ordinamento giuridico nel quale possano essere esposti alla pena di morte, o ad altre violazioni della Convenzione.
I giudici della Corte di Strasburgo si sono però dimostrati di opinione diversa ed hanno deciso «di non accogliere la domanda di misura provvisoria», salvo restando la possibilità per Saddam Hussein «di proseguire la sua richiesta davanti alla Corte».

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