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La manovra sul deficit

ROMA - Una manovrina da mezzo punto di Pil, tutta centrata sulle spese, che consentirà come chiede l'Europa di rimanere sotto il 3% del deficit nel 2004. Ma che avrà un carattere strutturale anche per finanziare la riduzione sia dell'Irpef sia dell'Irap a partire dal 2005.
E poi la messa a punto del piano di riduzione delle tasse. Da una parte il calo dell'Irpef, che vedrà l'arrivo delle due aliquote del 23-33 per cento e, molto probabilmente, anche un prelievo maggiore per i redditi più alti. Dall'altra la riduzione dell'Irap che diventerà più leggera, e non solo sulle spese relative alla ricerca.
La maggioranza è ad una stretta sulle misure economiche per il rilancio dell'economia e la correzione dei conti pubblici. L'appuntamento è fissato per sabato, quando è prevista la convocazione del Consiglio dei Ministri, senza escludere la possibilità di tempi supplementari anche domenica. L'obiettivo è quello di arrivare lunedì all'Ecofin di Bruxelles con i provvedimenti già predisposti e annullare l'ipotesi di un early warning sui conti italiani.
Le ipotesi sono tutte sul tappeto. Ma la strada non è ancora completamente spianata. Cruciale sarà così il vertice di maggioranza che potrebbe tenersi tra giovedì e venerdì, ritagliando gli spazi tra gli appuntamenti internazionali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Di certo sabato sul tappeto non ci sarà l'approvazione del Dpef. Una bozza sarebbe già pronta, ma il via libera richiede tempi più lunghi, compresa la convocazione e il confronto con la parti sociali così come previsto dall'accordo di luglio del '93.
L'operazione che il governo punta a varare sarà a tenaglia: da una parte punta a contenere i conti pubblici, dall'altra a trovare le risorse per il taglio delle tasse. Sembrerebbe escluso il ricorso al cosiddetto taglia-spese, una procedura che consente di bloccare orizzontalmente tutte le spese non essenziali delle amministrazioni pubbliche, ma che ha carattere congiunturale. Si penserebbe piuttosto ad un decreto per bloccare non solo la spesa delle amministrazioni per beni e servizi (incrementando contemporaneamente gli acquisti attraverso la Consip), ma anche per alcuni provvedimenti che risultano già finanziati, come per alcune infrastrutture. Potrebbe essere l'occasione anche per il varo del cosiddetto decreto taglia-farmaci (che prevede un impegno delle case farmaceutiche in caso di sforamento di questa spesa) e per rimodulare, trasformandoli in mutui, alcuni incentivi nei confronti delle imprese.
La manovra avrebbe però un carattere strutturale. In questo modo risulterebbero già coperte le riduzioni di Irpef e Irap. E' questo un tema che ancora scalda il confronto nella maggioranza. La curva Irpef che piace al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - con una no-tax area a 7.500 euro, un'aliquota del 23% fino a 33.000 euro e una al 33% sopra questa soglia - non convince An e Udc che vogliono gli sgravi concentrati sui redditi medio bassi e una maggiore attenzione alle famiglie. Per questo, si tratta per mantenere un'aliquota maggiore per i redditi più alti, aliquota che potrebbe venire abbassata solo nel 2006, se le condizioni economiche del Paese le consentiranno. Ma la sorpresa potrebbe arrivare anche sul fronte dell'Irap. Sembra assodato un alleggerimento sulle spese sostenute dalle imprese sul fronte della ricerca. Come richiesto da Confindustria i risparmi derivanti dalla rimodulazione degli incentivi alle imprese saranno utilizzati per tagliare l'Irap. Ma non è escluso che, anche per risolvere un contenzioso sul quale si è espresso anche la corte costituzionale, l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive possa essere alleggerita in modo particolare sulle micro imprese senza una organizzazione produttiva, in pratica per i lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, professionisti) che non hanno dipendenti.

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