Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:53

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Ostaggi turchi liberati, sollievo al vertice Nato di Istanbul

ISTANBUL - Dovevano essere decapitati oggi, giorno di chiusura del vertice della Nato ed invece sono stati liberati proprio stamani i tre ostaggi turchi in Iraq a cui, a meno di un'ora dall'arrivo del presidente americano George Bush in Turchia, il gruppo islamico guidato dal super-ricercato Abu Musab al Zarqawi, aveva annunciato di voler tagliare il collo se la Turchia non avesse richiamato tutti i suoi cittadini dall'Iraq.
Il gruppo Jamàat al Tawhid wal Jihad di Al Zarqawi sembrava deciso a punire la Turchia e la Nato per il vertice dell' Alleanza Atlantica, tenuto con blasfemia nella ex capitale del califfato ottomano ed invece di ha rilasciato i tre malcapitati motivando la liberazione come un riconoscimento «ai musulmani di Turchia e alle loro manifestazioni contro Bush», come ha affermato, in un video trasmesso su al Jazeera, un uomo mascherato appartenente al gruppo dei sequestratori.
Il governo turco aveva sdegnosamente respinto l'ultimatum ed il ricatto: «Non tratteremo con i terroristi» aveva detto il premier Erdogan, mentre il suo ministro della difesa Vecni Gonul aveva ribadito: «la Turchia non ha mai accettato e mai accetterà richieste di terroristi».
Il sollievo è ovviamente stato generale, sia tra i partecipanti al vertice della Nato, sia in tutta la Turchia, anche se, come sempre accade in questi casi, le ipotesi sulla vera motivazione politica della liberazione si accavallano.
C'è chi dice che «la linea della fermezza ha pagato», ma c'è anche chi fa ipotesi più dietrologiche.
«Un fatto è certo -afferma una fonte diplomatica occidentale- finora i terroristi di al Qaida non hanno mai decapitato un musulmano ed hanno anzi sempre tenuto a fare sapere che il trattamento dei musulmani, a meno che non siano apostati o da al Qaida ritenuti tali, è diverso da quello riservato agli infedeli».
Gli stessi attentati suicidi di novembre a Istanbul che causarono oltre 60 morti e centinaia di feriti, tutti in gran parte cittadini turchi -secondo la stampa turca- sono stati criticati all'interno del cuore di al Qaida che biasimarono gli autori e gli organizzatori turchi perchè «avevano provocato molte vittime musulmane e poche vittime infedeli».
La motivazione «religiosa» della liberazione a questi osservatori non sembra del tutto improbabile.
Come non sembra del tutto improbabile quella politica nel senso che al Qaida è senza dubbio interessata ad incoraggiare le manifestazioni antiamericane in Turchia, come in tutti i paesi musulmani che vorrebbe «purificare» da ogni presenza occidentale e da ogni contatto con gli occidentali, ritenuto da essa contaminante, contagioso e fonte di allontanamento dalla via e dai modi di vita dell'islam delle origini.
C'è infine chi osserva che non vi sono stati segni concreti che al Qaida abbia avuto alcuna intenzione di attaccare il vertice della Nato di Istanbul, anche se le imponenti misure di sicurezza predisposte dal governo turco potrebbero avere frustrato eventuali intenzioni violente.
Lucio Leante

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