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Barroso presidente Ue: e ora si apre la lotta per la squadra

BRUXELLES - Fatto il presidente, si apre la battaglia per formare la squadra.
Francia e Germania scalpitano per incarichi importanti in campo economico, la Spagna, con Javier Solana, ha già messo il cappello sul futuro ministro degli esteri e anche la Polonia ha fatto capolino rivendicando una vice presidenza.
Il lavoro del premier portoghese Josè Manuel Durao Barroso non si annuncia facile, reso complicato anche dal fatto che la nuova Commissione, operativa dal primo novembre, sarà la prima in cui ogni stato membro avrà un solo rappresentante.
Il cancelliere tedesco Gerard Schroeder ha sciolto le ultime riserve su Barroso, organizzatore del vertice delle Azzorre alla vigilia dell'attacco anglo americano contro l'Iraq, dopo le rassicurazioni ricevute sul fatto che la Germania avrà una vice presidenza con la responsabilità del super portafoglio all'economia. Per questo ruolo, chiesto da Berlino, Parigi e Londra nel febbraio scorso, Schroeder pensa all'attuale commissario Ue all'allargamento Gunter Verheugen. Il suo portafoglio sarà 'pesantè, con responsabilità accorpate in tema di sorveglianza delle politiche di bilancio e di indirizzo delle politiche economiche ed industriali.
Anche la Francia ha reso esplicite le proprie ambizioni. Per il commissario Jacques Barrot, arrivato a Bruxelles due mesi fa per sostituire Michel Barnier promosso ministro degli esteri nel nuovo governo Raffarin, punta all'antitrust europeo. Sulla politica della concorrenza, Parigi ha registrato forti contenziosi con il commissario Ue alla concorrenza Mario Monti: dal piano di aiuti per il gruppo Alstom alla bocciatura della fusione Schneider-Legrand.
La Gran Bretagna punta su Peter Mandelson, stretto collaboratore di Tony Blair. Per lui, Londra aspirerebbe ad una poltrona economica: il mercato interno.
Meno certezze sull'Italia. Sul suo futuro a Bruxelles, si allunga l'ombra di Monti. A favore del commissario alla concorrenza, confermato nel '99 dal centro sinistra dopo avere ricoperto il suo primo mandato con la responsabilità al mercato interno su designazione del primo governo Berlusconi, i due maggiori quotidiani nazionali hanno aperto una campagna di sostegno. «L'Italia non si privi di Monti» titola oggi il Corriere della Sera. E un intervento analogo era apparso giorni fa su «La Repubblicà. Monti ha da tempo dichiarato la propria disponibilità per un terzo mandato, ma non è un mistero che il ministro delle politiche comunitarie Rocco Buttiglione sia molto interessato a rappresentare l'Italia a Bruxelles.
Tra i commissari della squadra di Prodi, contano sulla riconferma il belga Philip Busquin, la lussemburghese Viviane Reding e la svedese Margot Wallstrom. I greci si apprestano a confermare Stavos Dimas e gli spagnoli Joaquin Almunia: resterà fino all'ingresso di Solana, il cui incarico di ministro degli esteri sarà operativo solo dopo la ratifica della Costituzione.
Con la nuova commissione, i dieci nuovi paesi condivideranno appieno la responsabilità dei portafogli. La Polonia punterebbe però, secondo la stampa nazionale, a fare «bingo» fin dal primo mandato, ottenendo per Danuta Huebner, ex ministro all'integrazione europea, una poltrona alla vice presidenza con l'incarico alla solidarietà.

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