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M.O. - Nablus: Casbah in fiamme, uccisi 7 militanti palestinesi

TEL AVIV - Almeno sette militanti palestinesi, tra cui il capo locale delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, sono stati uccisi oggi nella casbah di Nablus (Cisgiordania) al terzo giorno di una operazione di vasta scala sferrata dall'esercito israeliano. Obiettivo dell'operazione è assestare un duro colpo alle cellule locali delle Brigate e di Tanzim, entrambi legati al movimento Al Fatah del presidente palestinese Yasser Arafat. Secondo l'esercito sono loro adesso - in cooperazione con gli Hezbollah libanesi - il motore pulsante della organizzazione di attentati nelle città israeliane.
La scorsa notte a Nablus erano stati uccisi due altri giovani palestinesi: uno - secondo un portavoce israeliano - si accingeva a lanciare una bombola a gas contro i soldati, mentre il secondo si trovava sul tetto della propria casa, «ma in circostanze sospette».
La collera palestinese è intanto esplosa oggi ad al-Ram, alla immediata periferia settentrionale di Gerusalemme, dove un migliaio di dimostranti hanno cercato di impedire con la forza la costruzione di un nuovo tratto della barriera di separazione, quello che in Cisgiordania viene ormai definito: "Il Muro dell'apartheid".
UN DURO COLPO PER LE BRIGATE AL-AQSA - La giornata è iniziata in un clima di forte tensione per l'uccisione dei due giovani. Dai minareti la popolazione è stata sollecitata a sollevarsi contro le forze israeliane di occupazione.
Nel pomeriggio gli scontri a fuoco sono divenuti più intensi e in serata si è appreso dell'uccisione di almeno sette militanti, quasi tutti quadri delle Brigate dei martiri di al-Aqsa. Fra questi Nayef Abu Sharah, indicato come il comandante locale. Secondo fonti ospedaliere palestinesi fra i morti vi sarebbe anche il leader locale del movimento integralista islamico Hamas. L'esatta dinamica della loro uccisione non è stata ancora accertata. Secondo alcune fonti, un elicottero israeliano avrebbe centrato con un razzo il loro nascondiglio sotterraneo.
Altri spiegano che dopo l'uccisione di un militante - Nidal al-Wawi - gli altri sei hanno cercato di organizzare una offensiva ma sono stati centrati da una bomba a mano.
La loro uccisione è stata seguita da scontri estesi in tutta la casbah. In serata si ha notizia di una trentina di feriti, in gran parte civili. Il crollo di un muro avrebbe provocato il ferimento di un numero imprecisato di soldati israeliani.
Se le informazioni giunte in serata sono esatte, aggiungono fonti locali, Israele sarebbe effettivamente riuscito a decapitare la leadership locale delle Brigate al-Aqsa e di Tanzim, la milizia di al Fatah). Per ora, comunque, l'operazione israeliana prosegue.
UN'ONDATA DI COLLERA CONTRO IL MURO - Alcune centinaia di palestinesi, accompagnati da circa 200 pacifisti israeliani, si sono scontrati oggi con reparti militari israeliani nella zona di al-Ram, all'immediata periferia di Gerusalemme.
La manifestazione di protesta contro il Muro è degenerata in scontri violenti quando gruppetti di ragazzi palestinesi hanno cominciato a scagliare sassi contro gli agenti israeliani che hanno risposto sparando proiettili rivestiti di gomma.
Il fumo acre e tossico dei lacrimogeni ha avvolto, come in una nuvola, tutta la zona. Non pochi manifestanti, tra cui alcuni israeliani, si sono accasciati al suolo colti da malore.
Altri sono fuggiti proteggendosi gli occhi e il naso con fazzoletti imbevuti d'acqua.
Momenti di forte paura si sono vissuti quando i poliziotti, nel tentativo di allontanare una cinquantina di pacifisti israeliani che avanzavano scandendo slogan contro la barriera, hanno lanciato una ventina di granate assordanti provocando il ferimento leggero di una decina di manifestanti, tra cui il parlamentare arabo alla Knesset Ahmed Tibi e lo sceicco Tamini della Moschea di Al-Aqsa di Gerusalemme.
Gli incidenti si sono placati in serata e la polizia ha effettuato numerosi fermi.
I giudici della Corte internazionale di giustizia dell'Aja, su richiesta dell'Assemblea dell'Onu, hanno cominciato a prendere in esame la controversia a fine febbraio e il loro verdetto è atteso per il 9 luglio. Oggi il presidente israeliano Moshe Katsav ha lanciato un appello affinchè, quale che sia il verdetto della corte dell'Aja, sia accelerata la costruzione della barriera perchè - ha affermato - «essa salva vite umane» impedendo la realizzazione di attentati.
Roberto Ferri e Aldo Baquis

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