Giovedì 13 Dicembre 2018 | 06:46

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Ha giocato nel Savona, nella Sampdoria e nella Pistoiese

ROMA - Il nuovo commissario tecnico della nazionale Marcello Lippi è nato a Viareggio, in provincia di Lucca, l'11 aprile del 1948. Da giocatore ha indossato le maglie di Savona e Sampdoria chiudendo la carriera alla Pistoiese. Inizia ad allenare nella stagione 1984/85, cominciando dalle giovanili della Sampdoria. Nella stagione 1985/86 ha la sua prima panchina, al Pontedera, in C/2 e a fine stagione arriva al sesto posto. Nei successivi 3 anni guida il Siena, in C/1 (sostituito alla diciottesima giornata), la Pistoiese in C/2 (termina all'ottavo posto) e la Carrarese in C/1 (termina al settimo posto). La prima panchina in Serie A sulla quale si siede, nel 1989, è quella del Cesena. A fine stagione Lippi centrerà la salvezza con il quattordicesimo posto. Nella stagione successiva arriva l'esonero alla fine del girone d'andata dopo la sconfitta contro la Fiorentina. Ricomincia dalla B sulla panchina della Lucchese e porta i rossoneri al nono posto. All'inizio del campionato 1992/93 torna in Serie A con l'Atalanta, che termina ottava, ad un solo punto dalla zona Uefa. Dopo divergenze con la società bergamasca, viene chiamato da Ottavio Bianchi al Napoli. Con gli azzurri termina sesto ottenendo l'accesso alla Coppa Uefa e la prima chiamata alla Juventus.
Dalla stagione 1994/95 a Torino Lippi apre uno dei cicli più vittoriosi nella storia del club.
In quattro campionati conquista 3 scudetti (1994/95, 1996/97 e 1997/98), 1 Coppa Italia (1994/95), 2 Supercoppe italiane (1995 e 1997), 1 Champions League (1995/96), 1 Supercoppa europea (1996) e 1 Coppa Intercontinentale (1996). Nella stagione 1998/99 si logora il rapporto con alcuni giocatori della Juventus al punto che Lippi, dopo la sconfitta contro il Parma si dimette.
Nel 1999/2000 l'Inter si affida a lui per il rilancio e nella prima stagione, privo di Ronaldo e di Vieri, termina al quarto posto, riuscendo a ottenere la qualificazione ai preliminari di Champions League grazie ad una doppietta di Roberto Baggio nello spareggio con il Parma. La stagione successiva Lippi la comincia malissimo: dopo la sconfitta nella Supercoppa italiana con la Lazio, arrivano l'eliminazione dalla Champions League, nei preliminari contro gli svedesi dell'Helsingborgs, la sconfitta all'esordio in campionato con la Reggina e il suo clamoroso sfogo («se fossi il presidente prenderei i giocatori a calci nel culo ed esonererei l'allenatore») che convincono Moratti a licenziarlo.
Nell'estate del 2001 torna alla Juve e vince due scudetti (2001/2002 e 2002/2003) e due supercoppe italiane (2002 e 2003), ma perde la finale di Champions League nel 2003 contro il Milan, ai rigori. Nell'ultima stagione fallisce scudetto e Champions League (eliminazione agli ottavi contro il Deportivo), e perde la finale di Coppa Italia con la Lazio. Nonostante un contratto fino al 2005, Lippi lascia la Juventus e approda in azzurro.

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