Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:07

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I primi soccorritori

MILANO - Le hanno dato 10 euro, per un cappuccino e per telefonare a casa. Poi l'hanno fatta scendere da un veicolo, che lei, col volto coperto, non ha potuto vedere, l'hanno fatta camminare attraverso una zona di sterpaglie e infine l'hanno lasciata libera, dicendole che poco più avanti avrebbe trovato un bar. Sarebbero stati questi, secondo quanto confusamente raccontato da Annamaria Valdata in un bar del circolo della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Rigoroso, una piccola frazione di Arquata Scrivia, i primi istanti di libertà dopo cinque giorni nelle mani dei rapitori.
Erano le 23,10. «Stavamo guardando Portogallo-Inghilterra alla tv - dice Salvatore, 53 anni, gestore del circolo, dove in quel momento c' era una decina di persone - quando quella donna ha bussato alla porta. Non riusciva a parlare bene, e aveva le gambe segnate da graffi: lì per lì abbiamo pensato a un incidente stradale».
Sono stati momenti di grande confusione, Annamaria ha chiesto dove fosse, ha chiesto un telefono e poi ha detto che era «la donna rapita» ma quando già stava chiamando casa. «Aveva anche fame - racconta Maria Adelaide - tanto che per prima cosa le abbiamo preparato un cappuccino. Tremava, povera donna, ma stava bene». E intanto il gestore avvertiva il 113, che ha subito inviato una pattuglia della Stradale di Serravalle Scrivia.
In quei pochi minuti Annamaria Valdata è apparsa confusa e molto spaventata: «Dopo averla sentita parlare col figlio le ho chiesto chi fosse - prosegue Maria Adelaide - e lei mi ha detto il suo nome e cognome, facendomi subito cenno di stare zitta con un segno inequivocabile lungo il collo, come se avesse paura di essere uccisa». «Ha raccontato, in modo frammentario, che un paio di persone l'hanno fatta camminare con la testa bassa per un po', prima di darle in mano 10 euro dicendole che poco più avanti avrebbe trovato un bar. In effetti noi siamo a un passo dal torrente, vicini all'autostrada e alla ferrovia».
«Non si è quasi mai seduta - riprende la donna - era troppo agitata. Però si vede che è di tempra forte: quando è entrata, con quei 10 euro in mano, ha cercato due o tre volte di dire qualcosa e poi, appena la voce le è uscita, ha chiesto dove si trovava. Aveva gli occhi strabuzzati, ma era lucidissima».

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