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Del Piero ottimista: «l'Italia passerà il turno»

LISBONA - Convinzione vera o un modo come un altro per farsi coraggio. Ad ascoltarlo pare proprio che Alessandro Del Piero ci creda veramente. «L'Italia passerà il turno, ne sono certo - ha dichiarato il numero 7 azzurro nella conferenza stampa di oggi -. Sono sicuro che se ripeteremo la gara di ieri, la vittoria con la Bulgaria non potrà sfuggirci e andremo ai quarti di finale. Ne sono convinto perché credo nella lealtà di Danimarca e Svezia, anche perché il 2-2 non è un risultato facile, lo 0-0 può esserlo perché se a due squadre va bene il pari possono decidere, in campo, di non farsi del male, ma il 2-2 sarebbe proprio strano, inqualificabile e indecoroso. Sono curioso di vedere cosa farà la Danimarca che sulla lealtà ci ha punzecchiato in occasione del caso-Totti». Il discorso di «Pinturicchio» fila, ma bisognerà battere la Bulgaria con due gol di scarto e sperare che il risultato di Danimarca- Svezia ci sorrida. «Ieri ci è mancata solo un po' di fortuna, abbiamo disputato una grande partita, offrendo un ottimo calcio per più di un'ora. Speriamo che la fortuna che non abbiamo avuto ieri ci sorrida nell'ultimo turno. Io ci credo, ieri abbiamo dimostrato di avere grandi qualità, di saper fare un buon calcio, che l'Italia è una squadra completa e compatta e che ha carattere e personalità da vendere».
Del Piero non discute le scelte del Trap che lo ha sostituito due volte su altrettante gare. «Ma adesso ha capito che porto fortuna - sorride il 7 azzurro - e non mi toglierà più. Scherzi a parte è Trapattoni che fa le scelte, discutibili o no sono da rispettare perchè le fa sempre per il bene della squadra. Io posso solo dire che non ero stanco, che stavo bene, ma ci sta che il ct veda le cose diversamente». Anche perchè se Del Piero avesse messo dentro almeno una delle due occasioni avute, a quest'ora si parlerebbe di una grande Italia e si penserebbe agli avversari dei quarti. «Io non mi sento colpevole, non credo di aver fallito dei gol semplici. Il pallonetto? Lo rifarei perchè in quell'attimo ho visto i due difensori e il portiere fuori dalla porta, ho anche preso bene la palla, purtroppo non è andata bene, ma non mi sento colpevole, così come non lo sono Cassano e Vieri, Bobo ha lottato, difeso e giocato bene come tutti noi. Avremmo meritato di vincere, purtroppo Ibrahimovic, che ha disputato una grande gara, ha trovato un gol bello, difficile, ma anche fortunoso». Cannavaro ha detto che nel finale è subentrata un po' di paura. «Paura no - replica Del Piero -, di sicuro abbiamo arretrato il nostro baricentro, ma era inevitabile, la Svezia pressava e ci ha messo in difficoltà cercando la testa di Ibrahimovic. Il fatto è che si cerca di trovare sempre i colpevoli, ma le colpe non sono nè del ct, che è sempre sulla graticola, nè degli attaccanti. E' mancata un po' di fortuna nelle nostre azioni da gol e in occasione della rete di Ibrahimovic».
Ieri un'Italia diversa, una squadra che ha cancellato la pessima figura fatta contro la Danimarca. «E' vero due squadre diverse, ma non c'entra il modulo, perchè in fondo non era uno schieramento così ninedito. Abbiamo solo trovato degli accorgimenti dopo aver parlato delle difficoltà incontrate e degli errori commessi contro la Danimarca - spiega Del Piero -. Nelle qualificazioni, in fondo, abbiamo giocato con Totti seconda punta, io attaccante esterno e Bobo davanti. Semmai ieri c'era centrocampisti con caratteristiche diverse e non mi riferisco solo a Pirlo, mancava Camoranesi e al suo posto ha giocato un compagno (gattuso) con altre caratteristiche». Oltre al bel gioco, l'altro segnale positivo lanciato dall'Italia è la compattezza del gruppo e la capacità di assorbire il caso Totti. «Non avevo dubbi su questo, la squadra ha fatto quadrato, ma questa Nazionale ha carattere e personalità ed è bene che nessuno lo dimentichi». Ma nessuno dimentica neanche le eterne difficoltà degli azzurri: qualificazione ad Euro2004 soffertissima, ora il passaggio ai quarti compromesso, insomma c'è sempre da soffrire. «E' vero, ma è un po' nel nostro stile soffrire nei grandi appuntamenti - ammette Del Piero -, l'eccezione è stata agli Europei di 4 anni fa. La speranza è che questo destino che ci accompagna, come è già successo in alcune occasioni, ci porti bene e soprattutto fino in fondo».
Antonio RicottaAlessandro Del Piero

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