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La Danimarca la fa da padrona: 2-0 alla Bulgaria

BRAGA (Portogallo) - La Danimarca è un'avversaria con cui l'Italia dovrà fare i conti fino all'ultimo momento di Euro 2004, pur avendola già affrontata. Gli uomini in maglia rossa battono infatti (e matematicamente eliminano) una Bulgaria quasi nulla, e con un solo punto nel derby scandinavo contro la Svezia, di martedì prossimo, dovrebbero conquistare la qualificazione.
È stato il giorno di Jesper Gronkjaer, il giocatore che contro l'Italia non aveva potuto esserci perché volato in Danimarca ad assistere la madre gravemente malata e poi morta dopo aver raccomandato al figlio di tornare in Portogallo e giocare. Il suo gol di oggi, nello stadio di Braga scavato dentro la roccia, ha avuto quindi una dedica molto speciale, urlata dentro alla telecamera verso cui è corso dopo aver segnato.
Quella conquistata nel fresco di Braga è stata una vittoria perfino troppo esigua nel punteggio, visto il dominio assoluto esercitato dagli uomini di Olsen, trascinati da quindicimila sostenitori al seguito e padroni del campo nel primo tempo. Poi nella ripresa si sono dimostrati meno propensi alla spinta ma comunque in grado di orientare la partita.
Il loro è il successo di un calcio senza stress e nevrosi, dove sei il migliore in campo (Gravesen) e poi scavalchi il parapetto per andarti a fare una foto con delle tifose in tribuna. Lo ha fatto anche Poulsen, al quale gli sputi di Totti devono aver fatto male: infatti Olsen lo ha lasciato in panchina. Così il numero 17 danese invece che abbracciare il 10 azzurro stavolta ha stretto a sé la fidanzata, dalla quale è corso, scavalcando anche lui, subito dopo il fischio finale.
La Danimarca ha cominciato a spingere fin dall'inizio, decisa a chiudere presto la partita e schierata con un 4-3-3 in cui Tomasson ha fatto il centrocampista. Di fronte ha trovato una Bulgaria in cerca di riscatto ma con una costante negativa ricordando il match perso contro la Svezia: un Berbatov troppo solo in avanti e assolutamente non in grado di impensierire i difensori avversari. Per l'ormai ex milanista Laursen annullarlo è stato un gioco da ragazzi.
I bulgari, molto nervosi nella ripresa, quando si sono resi conto di non poter riagguantare la partita (sono fioccate le ammonizioni da parte del fiscale arbitro Batista, e c'è stata l'espulsione di Stilian Petrov per doppio giallo), hanno avuto, come già contro la Svezia, due soli uomini all'altezza della situazione, i soliti Martin Petrov e Jankovich: troppo poco per sperare di non fare le valigie per il ritorno a Sofia. Prima però, martedì 22, ci sarà la sfida contro l'Italia, a cui la Bulgaria rischia di arrivare poco motivata, dovendosi battere solo per l'onore.
Trascinata da un Gravesen superlativo, la Danimarca ha macinato gioco e sfiorato il gol già al 5' con Sand, poi al 10' I. Petkov ha salvato su Joergensen, scambiatosi continuamente di fascia con Rommedahl, fin quando questi non si è infortunato, e poi con Gronkjaer. Proprio quest'ultimo ha mancato di poco l'1-0 al 28', tre minuti dopo un'occasione fallita da Gravesen. La Bulgaria si è fatta viva solo una volta, al 35', con uno shoot di Hristov andatosi a infrangere contro la roccia. Tomasson al 39' ha scartato anche il portiere avversario ma poi ha calciato fuori, cinque minuti dopo si è rifatto con il tocco del gol, segnato su assist di Joergensen, a sua volta lanciato da Gravesen.
Nella ripresa il ritmo dei danesi è calato, hanno badato più al possesso di palla e quindi osato di meno, al punto che in certi momenti i loro tifosi li hanno fischiati: avrebbero gradito un atteggiamento più offensivo. I bulgari hanno picchiato e reclamato un rigore al 38' st per un fallo su Lazarov, ma l'acuto finale, dopo un bel diagonale di C. Jensen fuori di poco, è stato il gol di Gronkjaer scaturito da uno scambio in velocità con Tomasson. In quell'urlo del numero 8 danese, e poi nei suoi occhi che guardavano il cielo, c'era tanta gioia mista a sofferenza.
Alessandro Castellani

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