Sabato 15 Dicembre 2018 | 17:22

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Bianco: «L'operazione è stata gestita dagli Usa»

ROMA - «L'operazione che ha portato alla liberazione degli ostaggi italiani è stata immaginata, diretta e voluta sotto la completa responsabilità americana. L'Italia si è limitata a dire: per noi va bene». Lo ha detto il presidente del Copaco, Enzo Bianco, alla fine dell'audizione del direttore del Sismi, Nicolò Pollari, interamente dedicata alla vicenda.
L'Italia, ha spiegato Bianco, «non ha svolto nella vicenda tecnica della liberazione degli ostaggi nessun ruolo dominante: la responsabilità dell'operazione è integralmente in mano americana, sia sotto il profilo militare che sotto il profilo di come è stata realizzata. La parte italiana è stata di accompagnamento». Alla domanda dei cronisti sul ruolo avuto dai servizi italiani nell'individuazione del covo, Bianco ha risposto ribadendo che «la responsabilità della vicenda ricade in mani americane».
«C' è una certa quantità di video degli ostaggi italiani in Iraq in circolazione, oltre a quelli trasmessi dalle televisioni arabe». Lo ha detto il presidente del Copaco, Enzo Bianco, al termine dell'audizione del direttore del Sismi, Nicolò Pollari.
Alcuni, ha aggiunto Bianco, «li ha visionati il Sismi e presto li metterà a disposizione del Copaco». «Gli esecutori materiali del sequestro degli italiani in Iraq sono una cosa, i gestori politici della vicenda sono invece un'altra cosa. Tra i due gruppi c' è naturalmente un canale», ha detto Bianco. «C' è la stessa differenza - ha esemplificato Bianco - che passa tra una banda che in un territorio può rubare un motorino e chi invece controlla quel territorio, ha una direzione strategica e tollera che ci siano attività in proprio, ne ha la responsabilità, anche se non è materialmente l'esecutore».
Si può dividere in due fasi l'operato dei servizi d'intelligence italiani in Iraq nella vicenda del sequestro degli ostaggi: inizialmente un'attività autonoma di ricerca di trattativa e contatti; successivamente hanno lasciato il campo a Croce Rossa italiana ed Emergency, mantenendo comunque una sorta di affiancamento. Nei quasi due mesi di sequestro degli italiani in Iraq, i servizi nazionali, ha spiegato Bianco, hanno «posto in essere una trattativa, una serie di contatti che hanno mantenuto per tutto il periodo del rapimento. Ad un certo punto - ha aggiunto - il canale è stato interrotto su richiesta degli interlocutori italiani ed è stato sostituito da contatti con organizzazioni non governative. Almeno due di queste, Croce Rossa ed Emergency, hanno svolto ruolo nella vicenda».
Al Sismi non risulta la presenza di una mente italiana accanto ai sequestratori. «Risulta al contrario - ha sottolineato Bianco - che i sequestratori ed il terrorismo che opera in Iraq abbia informazioni precise, dettagliate ed anche tempestive di quello che capita in Italia». Quanto alla vicenda dei farmaci italiani che sarebbero stati dati agli ex ostaggi, Bianco ha spiegato che «ci è stato detto che questi farmaci si trovano con relativa facilità a Baghdad, c'è anche un mercato nero e soprattutto l ospedale della Croce Rossa italiana».
Il luogo dove gli ostaggi italiani in Iraq sono stati liberati «è stato identificato con certezza dal Sismi, ma per ragioni di sicurezza non può dirlo, per non svelare la fonte».

L'audizione del direttore del Sismi, Nicolò Pollari, al Copaco sulla vicenda degli ostaggi italiani in Iraq conferma la ricostruzione divulgata dal Governo. Lo ha sostenuto il deputato Fabrizio Cicchitto (Fi), al termine dell' audizione. «Non c'è stato pagamento di riscatto - ha spiegato Cicchitto - e c'è stata un' azione di intelligence degli americani e nostra che poi ha avuto come conclusione l'intervento militare americano che ha portato alla liberazione».
Per il deputato «non ci sono state trattative, ma tre fasi: nella prima la nostra intelligence ha tenuto rapporti con ambienti più vari, religiosi, politici e così via. Poi c' è stata una sospensione e sono subentrate realtà umanitarie (Croce Rossa italiana ed Emergency, ndr.), che hanno provato a seguire per le loro strade una soluzione. Infine è subentrata nuovamente la nostra intelligence e si arriva alla ricostruzioni dei fatti che voi conoscete benissimo».

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