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Due medaglie d'oro al merito civile alla memoria, due medaglie d'oro al valor civile, una medaglia d'oro al valore dell'Arma, una medaglia d'argento al valor militare e una croce di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia

ROMA - Due medaglie d'oro al merito civile alla memoria, due medaglie d'oro al valor civile, una medaglia d'oro al valore dell'Arma, una medaglia d'argento al valor militare e una croce di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia.
Sono le onorificenze consegnate dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione del 190° anniversario della fondazione dei Carabinieri.
Su proposta del ministro della Difesa, Antonio Martino - ricorda il Quirinale - la croce di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia è stata conferita alla bandiera di guerra del 1° reggimento Paracadutisti «Tuscania» che «con esemplare efficienza e nel solco della più fulgida e gloriosa tradizione dell'Arma, forniva il proprio determinante contributo a numerose operazioni di mantenimento della pace a favore di popolazioni bisognose di sicurezza e stabilità, sviluppatesi in territori caratterizzati da elevata instabilità interna e segnati da anni di atrocità» (Bosnia Erzegovina, Albania, Kosovo, Timor Est, Macedonia e Afghanistan, tra il '96 e il 2004). «I successi riscossi - prosegue la motivazione - sono stati incondizionatamente riconosciuti in ambito nazionale ed internazionale, contribuendo a rafforzare il prestigio dell'Italia e l'onore delle Forze armate e dei Carabinieri nel mondo».
Sempre su proposta di Martino, medaglia d'argento al valor militare al carabiniere scelto Emilio Ferruzzi e medaglia d'oro al valore dell'Arma al maresciallo aiutante Vincenzo Fumaio.
Feruzzi, il 6 giugno 2003 a Campiglia Marittima (Livorno), «libero dal servizio, con sprezzo del pericolo e coraggiosa determinazione, non esitava ad affrontare tre malviventi in procinto di consumare una rapina ai danni di un istituto di credito. Fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l'arma in dotazione costringendo i malfattori alla fuga. Si poneva quindi al loro inseguimento in impervia zona boschiva riuscendo, dopo un ulteriore e prolungato conflitto a fuoco, ad arrestarne uno». Fumaio, il 24 gennaio 2003 a Carpaneto Piacentino (Piacenza), «non esitava ad affrontare tre malviventi sorpresi in flagrante rapina ad ufficio postale, che tentavano la fuga armi in pugno».
Il militare, «fatto segno a proditoria e violenta azione di fuoco, replicava prontamente con l'arma in dotazione attingendo alla gamba uno dei rapinatori, poi deceduto per altra causa, e ferendone un altro, che si dava alla fuga unitamente al terzo correo».
Quattro le medaglie conferite su proposta del ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Medaglia d'Oro al valor civile al maresciallo Capo Pietro Alesi, intervenuto il 27 agosto 2002 preso un'abitazione di Montefiascone (Viterbo) dove «un giovane, in preda a grave crisi nervosa,aveva esploso numerosi colpi d'arma da fuoco all'indirizzo di passanti e di militari dell'Arma: con generoso slancio e cosciente sprezzo del pericolo si esponeva per prestare soccorso ad altro militare ferito dal folle ed accasciatosi a terra, venendo attinto da un colpo di fucile che gli procurava gravissime lesioni. L'intervento si concludeva con l'arresto dello squilibrato». Medaglia d'Oro al valor civile anche all'appuntato scelto Gianfranco Garia che il 2 novembre del 2002, a San Giovanni Suergiu (Cagliari), benché libero dal servizio, «con esemplare altruismo e cosciente sprezzo del pericolo non esitava, a seguito di incidente stradale, ad introdursi in una autovettura in fiamme riuscendo, dopo reiterati tentativi, ad estrarre una persona ancora in vita poco prima che il mezzo esplodesse».
Due, infine, le medaglie d'oro al merito civile, alla memoria del brigadiere Ezio Lucarelli e dell'appuntato Luciano Milani. Il 26 novembre 1980, a Milano, Lucarelli «nel corso di un'operazione di perquisizione ad una carrozzeria sospettata di commercio illecito di autovetture contraffatte, nel richiedere i documenti di riconoscimento ad un giovane, veniva trucidato con numerosi colpi d'arma da fuoco esplosigli contro dal malvivente, successivamente identificato come terrorista». Il 19 novembre 1979, a Bardi (Pr) Milani «impegnato nelle operazioni di ricerca di terroristi responsabili di una rapina ai danni di un istituto di credito, mentre procedeva, all'interno di una trattoria, all'identificazione di due avventori sospetti, veniva mortalmente raggiunto da colpi d'arma da fuoco proditoriamente esplosigli contro da uno dei malviventi».

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