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Europee - Premiato Santoro

«Farò molto seriamente quello che gli elettori mi hanno concesso di fare, ma mi batterò per cambiare la televisione italiana perché è giusto che cambi, a Strasburgo ci vado apposta per questo»
giornalista Michele Santoro NAPOLI - Rifiuta l'etichetta di star del giornalismo televisivo prestata alla politica per spiegare il successo elettorale: «Penso di essere uno che si sta battendo da due anni per la libertà di espressione e informazione in questo Paese, così come ha fatto Lilli Gruber». Michele Santoro, candidato per la lista Uniti nell'Ulivo nella Circoscrizione Sud, è al momento alle spalle del capolista Massimo D'Alema nel computo delle preferenze.
«Credo che sia un grande risultato - spiega Santoro - al momento sono alle spalle di due 'pesi massimi: D'Alema al Sud e Bersani nel Nord-Ovest. La mia affermazione e quella di Lilli Gruber valorizza il fatto che stiamo conducendo una battaglia per la libertà di espressione e anche nell'opinione pubblica c'è questa percezione. Non ero capolista al Sud e per me è stato più faticoso ma dalle notizie che ho dovrei aver superato le 400mila preferenze».
Ma era inaspettata una affermazione così lusinghiera? «Io non ragiono in questi termini - risponde Michele Santoro -. Quando faccio una cosa mi impegno con tutte le mie forze e l'ho fatto anche in questo caso. Non sono un politico di quelli tradizionali, di quelli che fanno i calcoli: prendo atto che di fronte ad un grande impegno che ho messo in questa campagna elettorale, la gente ha capito e c'è stata una risposta estremamente positiva».
Santoro poi spiega di considerare «un dato di partenza» quello acquisito dalla Lista Prodi: «Il listone ha scontato tutta una serie di difficoltà e problemi che era facile prevedere. Sconta il fatto che in lista c'era l'assenza di alcuni leader di grande peso come Prodi, Fassino, Rutelli. Ha pagato il fatto che si è votato per il proporzionale e che, nello stesso tempo, si è fatta la scelta di una lista unica. Se ci fossero state quattro liste impegnate sul territorio, invece, avremmo avuto la moltiplicazione dei candidati per quattro con una grande spinta in più. Ma credo che il risultato della lista sia un punto di inizio incoraggiante se lo si legge anche alla luce del risultato di Forza Italia che è disastroso e come è stato giustamente osservato, credo che sia l'inizio del declino del berlusconismo».

Da parlamentare europeo a Santoro la tv? «Non credo che il problema sia questo - risponde il giornalista - sono stato costretto a lasciare il mio lavoro, che amo molto, indipendentemente dalla mia volontà. Farò molto seriamente quello che gli elettori mi hanno concesso di fare, ma mi batterò per cambiare la televisione italiana perché è giusto che cambi, a Strasburgo ci vado apposta per questo».
Santoro, infine, non ritiene che il successo suo e della Gruber sia da attribuire solo alla notorietà televisiva. «Visto che si sta insistendo sul fatto delle star della tv prestate alla politica, perché non si raffronta il nostro risultato, quello mio e di Lilli Gruber, con quello di Cecchi Paone? Così si può misurare il suo risultato con il nostro e vedere la differenza che c'è. Insomma è evidente che sia nel mio caso che in quello della Gruber c'è un particolare apprezzamento da parte degli elettori che travalica il fatto che siamo personaggi televisivi».

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