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Buttiglione (UDC): «Faremo un uso responsabile del consenso»

ROMA - L'Udc intende fare «un uso responsabile» del «grande consenso» che gli elettori gli hanno attribuito. E' il commento di Rocco Buttiglione ai dati ormai definitivi delle elezioni europee. «Ancora un vivo grazie alle elettrici ed agli elettori che ci hanno affidato il loro voto - dice il ministro per le Politiche europee - innanzitutto a loro ribadiamo che l'Udc farà un uso responsabile per il grande consenso che ha ricevuto, con spirito di coalizione ma certo non rinunciando a far valere sul tavolo della politica questo grande successo dello scudocrociato». «Il presidente dell'Udc e il segretario, che non correvano per accumulare in proprio preferenze per andare al Parlamento di Strasburgo - aggiunge l'esponente centrista - hanno fatto una intensa campagna elettorale unicamente a sostegno del partito, spiegando a migliaia di cittadini la posizione politica dell'Udc e prendendo con loro impegni che saranno coerentemente sostenuti».
BIONDI (FI): «BEN VENGANO RIFLESSIONI MA ANCHE DECISIONI» - Ben vengano le riflessioni sui risultati elettorali, ma occorrono anche delle decisioni: lo afferma l'esponente liberale di Fi Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera. «Leggo che su Forza Italia l'on. Adornato intende riflettere, spero non sia il solo. Qualche riflessione io l'avevo fatta, anche prima, a voce alta come fanno i liberali che sanno cantare anche fuori dal coro. Ben vengano le riflessioni e magari, dopo qualche decisione da assumere auspicabilmente insieme - conclude - nelle sedi statutarie, previo dibattito e discussione politica».
PECORARO SCANIO (VERDI): «FI AFFONDA, MA IL LISTONE NON SFONDA» - La Lista Unitaria e ancor di più Silvio Berlusconi con Forza Italia «non hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati». Il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, sottolinea questi due punti fermi per interpretare l'andamento delle elezioni europee. «Per Fi -ribadisce- le elezioni sono state un disastro e Berlusconi è crollato. Il risultato del listone, invece, è complessivamente buono. Uniti nell'Ulivo non ha sfondato e questo aiuta la coalizione».
«Se la Lista Unitaria avesse sfondato - aggiunge il leader del Sole che Ride - saremmo rientrati nella sindrome del 2001 e cioè che da sola avrebbe potuto vincere le elezioni. Invece ora si può ripartire dai contenuti, mettendo in cima ai programmi del centro sinistra l'ambiente, i diritti e una vera cultura della pace». Un tema, quest'ultimo, che ha favorito i partiti che l'hanno «praticata in modo convinto». Pecoraro è particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto dai Verdi. «Malgrado le molte liste di disturbo che ci sono state opposte i Verdi aumentano i voti del 30%, passando in termini numerici da 500mila voti raccolti alle ultime politiche, ai quasi 900mila raccolti alle europee. Se non ci avessero messo i bastoni tra le ruote oggi i Verdi sarebbero sicuramente sopra il 3%. Per noi, comunque, è il risultato migliore da dieci anni a questa parte, che fa dei Verdi la terza forza del centro sinistra dopo Uniti nell'Ulivo e Rifondazione».
Infine, un'ultima frecciata al presidente del Consiglio: «l'appello di Berlusconi, che ha ripetutamente invitato gli elettori a non votare per i piccoli partiti, non ha colto il segno. E' il segnale evidente -conclude- che i cittadini non ce la fanno più a sentirlo e quindi hanno deciso di dare un voto utile».
INTINI (SDI): «OPPOSIZIONE HA AGGREGAZIONE, CDL HA EVITATO IL PEGGIO GRAZIE A UDC E LEGA» - «Finalmente l'opposizione ha un leader, Prodi, e una aggregazione credibile che sfiora un terzo dell'elettorato». Ugo Intini, capogruppo dello Sdi alla Camera, legge così il voto alle europee. «Se l'Ulivo avesse preso un punto in più si sarebbe detto che avrebbe sfondato -premette Intini-. Ma è la prima aggregazione del Paese. Aveva un distacco da Forza Italia di tre punti, ora siamo avanti di dieci».
Per l'esponente dello Sdi, alla «disastrosa sconfitta» di Berlusconi fa da contraltare un dato «che deve far riflettere: il centrodestra ha evitato il peggio, passare in minoranza, grazie a Udc e Lega, chen sono forze divaricanti tra loro». Infine, Intini si dice certo che «nessun voto di De Michelis era dello Sdi. Forse qualcuno si è sbagliato -aggiunge- ma appena saranno noti i dati delle proviciali si vedrà con chiarezza che lo Sdi è l'unico partito di tradizione socialista».
BERTINOTTI (PRC) SODDISFATTO:«SIAMO IL QUARTO PARTITO D'ITALIA, ALL'ODG DELL'OPPOSIZIONE LA CRISI DI GOVERNO» -
«Non sarebbe pertinente una richiesta di dimissioni del governo, ma ciò che è più ragionevole è chiedere a tutte le opposizioni di mettere al proprio ordine del giorno la caduta anticipata di questo governo». E' quanto chiede il leader del Prc, Fausto Bertinotti, alle altre forze del centrosinistra commentando i risultati del voto di ieri.
Bertinotti si dice molto soddisfatto del risultato del suo partito: «Siamo il quarto partito d'Italia e credo - aggiunge - che abbia vinto un progetto, una linea di rinnovamento verso una forza radicale e comunista in Italia. L'altro dato importante - prosegue il segretario comunista - è il crollo di Berlusconi e di Forza Italia che darà luogo a un terremoto politico e credo che le opposizioni farebbero bene a cogliere il momento mettendo all'ordine del giorno la caduta anticipata di questo esecutivo».
DE MICHELIS (NUOVO PSI):«SON TORNATI I SOCIALISTI» -«Siamo soddisfatti anche perchè è stata vinta la sfida di rimettere in campo i socialisti dopo la loro apparente scomparsa». Così il leader del Nuovo Psi, Gianni De Michelis, commenta il risultato della tornata elettorale che ha visto il suo partito (sommato ai socialisti di Signorile) al 2%.
De Michelis avverte il premier: «Spero che Berlusconi abbia capito la lezione, anche se comunque siamo pronti a ridiscutere con lui il programma a partire dalle tematiche dell'economia e sociali». «Non si può - avverte - sommare i voti dei socialisti a quelli del centrodestra per dire che c'è stata una sostanziale tenuta, anche perchè noi siamo una forza di sinistra». Per De Michelis, il voto di ieri e di sabato ha «punito chi all'interno delle coalizioni cercava di creare una forza egemone rispetto alle altre e ha premiato le identità politiche».
Il vero sconfitto di queste elezioni, per il leader del Nuovo Psi, è però Romano Prodi. «Vorrei sottolineare due dati a livello europeo: l'astensionismo e l'euroscetticismo che mettono in luce una sconfitta molto forte della Commissione e di Romano Prodi».
DI PIETRO (IDV): «CI ASPETTAVAMO DI PIU'» -«L'elettorato che fa riferimento idealmente ad Occhetto e quello che fa riferimento a Di Pietro non si sono sommati ed è una realtà con la quale dovremo fare i conti». Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, giudica così il risultato delle urne sottolineando che «con Occhetto dovremo incontrarci e parlarne» perchè non prendere atto di questo atto «vuol dire fare la politica delle capetoste...».
Con un certo rammarico sottolinea: «ci saremmo aspettati un po' di più» e se lo spiega evidenziando che «l'alleanza Idv-Occhetto ha reso l'elettorato incerto nei nostri confronti». Per cui «ripartiremo dall'Italia dei Valori».
Per quanto riguarda, poi, la coalizione sottolinea che «col nostro 2,2 abbiamo, nella coalizione di centrosinistra un peso che non è molto ma è necessario».
E invita quindi la lista unitaria a «smetterla di parlare di percentuali e iniziare a confrontarsi sui programmi in vista della costruzione di un nuovo Ulivo allargato».

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