Sabato 15 Dicembre 2018 | 03:06

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Europee - Cipro, vince la destra e i comunisti

NICOSIA - Sorpresa sul filo di lana alle elezioni europee svoltesi ieri a Cipro dove non solo il Disy, (Unione Democratica, di destra, all'opposizione) ha ottenuto due seggi su sei come il comunista Akel, asse portante della coalizione di governo, ma lo batte sonoramente nelle percentuali delle preferenze riconfermandosi a distanza di pochi anni il maggiore partito dell'isola.
Secondo i risultati finali, annunciati alle 23:00 locali (le 22:00 in Italia) da Lazaros Savvides, responsabile dell'ufficio per lo scrutinio dei voti, il Disy ha ottenuto il 28.23% delle preferenze (contro il 34% delle politiche del 2001), mentre l'Akel ha raccolto il 27.89% dei voti (contro il 34.71% di tre anni fa).
Ma alle preferenze del Disy c'è da aggiungere anche il 10.80% ottenuto dalla lista dissidente dello stesso partito - denominata «Per l'Europa») e guidata da Yannakis Matsis - che per soli 29 voti ha strappato un seggio al partito socialdemocratico Edek, presieduto da Yannakis Omirou, presentatosi a queste consultazioni sotto il nome di Movimento dei democratici socialisti KS-Edek e che ha ottenuto il 10.79% delle preferenze.
In pratica, quindi, Disy e Per l'Europa, che si prevede presto rientrerà nei ranghi del partito di origine, hanno ottenuto uno schiacciante 39.03 per cento e tre seggi al Parlamento europeo.
Subito dopo l'annuncio dei risultati definitivi, l'Edek aveva preannunciato che avrebbe presentato ricorso per ottenere un riconteggio dei voti, ma l'iniziativa è stata respinta dall' ufficio legale del governo che non ha ritenuto la richiesta valida in quanto non è stata presentata - come stabilisce la legge cipriota - durante e non alla fine dei conteggi stessi.
Il sesto seggio, come pronosticato, se lo è aggiudicato il Parito Democratico (Diko, di centro, guidato dal presidente della Repubblica Tassos Papadopoulos) che ha ottenuto il 17.09 delle preferenze.
Il tasso di affluenza alle urne è stato del 71,9%, inferiore di parecchi punti rispetto sia al referendum dello scorso 24 aprile sul piano dell'Onu per la riunificazione dell'isola (89,5%) sia alle presidenziali dell'anno scorso (90,2%). «La percentuale del 71.9% è considerata bassa qui Cipro - ha commentato Savvides - ma d'altra parte possiamo considerarci molto soddisfatti se la paragoniamo alle percentuali degli altri Paesi europei». Il voto a Cipro è obbligatorio ma le autorità avevano annunciato che non sarebbero scattate sanzioni per la mancata partecipazione alle europee, come invece accade per le consultazioni politiche o presidenziali. Gli aventi diritto al voto erano 482.892 (la maggioranza dei quali greco-ciprioti ma anche 503 turco-ciprioti e 2.054 cittadini stranieri). I candidati erano 59 - tra i quali 13 donne - suddivisi negli otto tra partiti e movimenti politici che hanno presentato ciascuno una lista di sei persone, un altro gruppo ha proposto quattro candidati mentre altri sette - fra cui il turco-cipriota Mehmet Hasan e l'armeno-cipriota Arto Malian - si sono presentati come indipendenti.
Tra i sei candidati che andranno a sedere al Parlamento europeo l'unico conosciuto a livello internazione è l'ex ministro degli esteri Ioannis Kassoulides (Disy) che con circa 68.000 preferenze ottenute (il 72% del totale) non solo è stato il candidato più votato in assoluto, ma anche posto una seria ipoteca sulle prossime elezioni presidenziali dalle quali egli potrebbe facilmente emergere come il successore di Tassos Papadopoulos.
Gli altri cinque nuovi deputati europei provenienti da Cipro sono invece politici o medici molto popolari sull'isola ma poco conosciuti all'estero come Panayiotis Demetriou (anch'egli del Disy); Adamos Adamou (il più famoso oncologo di Cipro) e Kyriacos Triantafyllides (ex direttore generale del ministero degli interni), entrambi di Akel; Marios Matsakis (anch'egli medico) del Diko ed infine Yannakis Matsis di Per l'Europa, ex dirigente di spicco del Disy che già da stasera ha ripreso a fargli la corte per riportarlo a casa.
Furio Morroni

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