Venerdì 14 Dicembre 2018 | 11:33

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Europee - Spagna, vittoria risicata del Partito Socialista

MADRID - Secondo i risultati ufficiali delle elezioni europee in Spagna, diffusi questa sera dal ministero degli Interni a Madrid, con il 99,8 per cento dei voti scrutinati, il Partito Socialista (Psoe) ha ottenuto il 43,3% voti e 25 seggi. Il Partito Popolare (Pp) all'opposizione ha avuto il 41,3% voti e 23 seggi a Strasburgo.

I Popolari resistono
MADRID - Un'astensione record - la partecipazione al voto non ha raggiunto il 50% - e una sostanziale tenuta del Partito Popolare (Pp) dopo la batosta delle politiche di marzo hanno mitigato oggi la vittoria del Partito Socialista (Psoe) del primo ministro spagnolo Josè Luis Zapatero nelle elezioni europee.
Dei 54 eurodeputati spagnoli che andranno a Strasburgo, 25 saranno socialisti e 23 popolari, e la distanza fra i due partiti - 43,39 contro 41,21% dei voti - è risultata lontana dai dieci punti di vantaggio che davano al Psoe alcuni sondaggi prima dell'inizio della campagna elettorale per le europee .
Tanto il capolista del Psoe, Josep Borrell, che lo stesso Zapatero hanno sottolineato con evidente piacere che la vittoria socialista rappresenta la terza affermazione elettorale successiva del partito, dopo le elezioni catalane e le politiche di marzo, e che inoltre segnano un risultato record in una consultazione europea.
Il Psoe può dunque considerarsi del tutto lavato da quella che Zapatero stesso aveva chiamato «l'accusa indegna»: quella cioè di aver vinto le elezioni del 14 marzo a causa degli attentati terroristici di tre giorni prima a Madrid. Ma è anche vero che, dopo la batosta elettorale di marzo, il Pp ha dimostrato che si piega, ma non si spezza.
E infatti il capolista del Pp, Jaime Mayor Oreja, è stato il primo a convocare la stampa, per parlare del «grande, eccellente risultato» delle elezioni, tenendo conto che, «malgrado le difficoltà a tutti note», il suo partito aveva «raggiunto il suo principale obiettivo: restituire la speranza a milioni di spagnoli.
Ma il primo dato che colpisce in questa domenica di sole in Spagna è quello del tasso di partecipazione: solo il 45,9% degli iscritti ha partecipato nelle elezioni, la cifra più bassa della storia della demicrazia spagnola, come ha sottolineato la vicepremier, Maria Teresa Fernandez de la Vega, annunciando ai giornalisti i dati ufficiali sul voto.
Altro record negativo, quello del tradizionale terzo in lizza nel panorama politico spagnolo: Izquierda Unida, la coalizione che comprende i comunisti, ha raggiunto il suo minimo storico, con 4,1% dei voti (2 seggi), vedendosi superata da Galeusca, l'inedita alleanza europea del Partito Nazionalista Basco, Convergencia i uniò (coalizione catalana) e il Blocco Nazionalista Galiziano (5,2% dei voti, 3 seggi).
Javier Fernandez

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